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Cos’è davvero una startup e in quali casi è una buona idea provarci

9 gennaio 2018
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La parola startup da qualche anno è sulla bocca di tutti e, come spesso capita in questi casi, il suo significato non è proprio chiaro.
In termini economici, la startup è un’impresa che ha l’obiettivo di realizzare qualcosa di radicalmente nuovo, in termini di prodotti o di processi. Inoltre, ha solitamente l’ambizione di costruire un modello rapidamente replicabile su larga scala, spesso “consumando” molti capitali all’inizio, e poi realizzando un’esponenziale crescita degli introiti nel medio periodo.

In Italia la definizione di startup innovativa è regolata dalla legge 221 del 18 dicembre 2012, che stabilisce i requisiti per accedere a un registro che, a sua volta, garantisce alcuni vantaggi fiscali e burocratici.

Anzitutto, la legge riguarda le imprese costituite da meno di cinque anni al momento della presentazione della domanda e che non sono nate da fusioni o scissioni di imprese preesistenti. Devono avere un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, non distribuire utili e essere finalizzate alla produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi. Infine, devono essere in possesso di almeno uno dei tre seguenti requisiti: una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui è dedicato a ricerca e sviluppo; la forza lavoro complessiva è costituita per 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori in possesso di laurea magistrale; l’impresa è titolare depositaria o licenziataria di un brevetto registrato.

Al 30 giugno 2017 le startup innovative iscritte sono 7.394, ben 514 in più rispetto alle 6.880 dello scorso 31 marzo (+7,5%). La Lombardia si conferma essere il principale hub delle startup italiane, con 1.694 imprese iscritte in sezione speciale (22,9% del totale nazionale): l’area metropolitana di Milano da sola ne conta 1.160, più di quante ne siano localizzate nella seconda regione per popolazione di startup, l’Emilia-Romagna (808, 10,9% del totale). Al terzo posto troviamo il Lazio con 719 (9,7%), dove svetta Roma (625 startup, 8,5%). La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto alle società di capitali presenti è il Trentino-Alto Adige (1,07%) e la prima provincia per incidenza è Trieste, con 142 startup ogni 10mila società di capitali.

I numeri dicono però che per fondare una startup non basta una buona idea e che spesso, non solo in Italia, un’intuizione brillante non basta a evitare il fallimento. Ad accompagnare gli startupper di successo sono business angel e incubatori, che forniscono assistenza manageriale, accesso a finanziamenti e l’utilizzo di servizi di supporto tecnico. Vuoi capire se la tua idea ha gambe per correre? Mettila alla prova con qualcuno che ha più esperienza e per rimanere aggiornato segui i network che danno costantemente informazioni e riferimenti. E, naturalmente, buona fortuna!

Non aver paura di sbagliare e fallire: ti basterà avere ragione una sola volta

Drew Houston
Dropbox Co-Founder and CEO

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