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Welfare aziendale: le imprese italiane investono sempre di più

13 aprile 2018
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Fornire agevolazioni per l’assistenza medica, investire sulla formazione, favorire lo smartworking: questi sono solo alcuni esempi di welfare aziendale, strumento che può avere un impatto enorme sulla quotidianità dei dipendenti e delle imprese. E che, come già dimostrato da diversi studi, fa bene a entrambi.

Secondo il Rapporto 2018 – Welfare Index PMI, giunto alla sua terza edizione e basato sull’ascolto diretto delle imprese, gli investimenti nel welfare aziendale continuano ad aumentare anche nel nostro Paese. Nello specifico, le aziende che investono nel welfare in maniera molto attiva sono raddoppiate nel giro di 3 anni, passando dal 7,2% al 14,3% del totale delle intervistate.

Il rating Welfare Index PMI: un modo di comunicare il proprio livello di welfare aziendale

Per il secondo anno Welfare Index PMI ha attribuito il Rating Welfare Index PMI 2018, uno strumento che permette alle imprese di comunicare il proprio livello di welfare in modo più semplice e immediato, facendolo diventare un vantaggio competitivo nei confronti delle altre aziende, oltre che a stimolare un percorso di crescita.

Nel 2018 le imprese Welfare Champion, che hanno ottenuto perciò il massimo punteggio con le 5 W del rating Welfare Index PMI, sono salite a 38 (erano 22 lo scorso anno). Si tratta delle realtà caratterizzate dal sistema di welfare più ampio (per numero di aree attivate) e che si contraddistinguono per numerosità e intensità delle iniziative, grado di coinvolgimento dei lavoratori e impegno economico e organizzativo nel welfare aziendale

Grazie al welfare si produce di più

Le evidenze non si fermano qui. Il Rapporto 2018 conferma quanto emerso in quello dello scorso anno, ovvero che gli investimenti sul welfare incidono non solo sulla soddisfazione dei lavoratori, ma anche sulla crescita della produzione aziendale . Secondo il 35,6% delle imprese intervistate, infatti, i lavoratori soddisfatti lavorano in maniera più produttiva. La percentuale sale al 63,5% se si considerano solo le aziende molto attive nel welfare.

E in futuro?

Nei prossimi 3-5 anni, il 52,7% delle Pmi si propone un’ulteriore crescita degli investimenti nel settore del welfare. Gli ambiti individuati come prioritari sono quelli legati a “salute e assistenza”, “conciliazione vita e lavoro” e “giovani, formazione e mobilità sociale”.

Sono questi i pilastri su cui investire. E le aziende hanno già iniziato a farlo.

Secondo le imprese intervistate, ad esempio, la formazione dei dipendenti è prioritaria. Il 38% di loro ha attivato delle iniziative dedicate. Insomma, la formazione conviene a tutti. Da un lato gratifica i dipendenti, dall’altro li rende più consapevoli e dà loro gli strumenti per creare valore.

Per quanto riguarda la conciliazione vita e lavoro, il cambiamento culturale in atto è sotto gli occhi di tutti. Le aziende attivano sempre più dei programmi di smartworking che permettono ai dipendenti di lavorare da casa. Questo è importante per tutti, ma favorisce in maniera particolare l’occupazione femminile.

Crescono anche gli investimenti legati alla salute e all’assistenza, passati dal 32,2% dello scorso anno al 42%. L’iniziativa più diffusa è l’adesione al fondo sanitario di categoria, ma crescono anche le polizze o i fondi aziendali e i servizi di assistenza per anziani, bambini e familiari non autosufficienti.

Insomma, il welfare aziendale fa crescere le imprese e fa bene al Paese. E le stesse imprese ne sono sempre più convinte.

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