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Società

Agenzie di rating: cosa sono e perché sono importanti

di Fabrizio Goria - 23 maggio 2018
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Possono incidere in maniera importante sulla vita di società, enti pubblici e Stati sovrani. Esprimono giudizi, a volte richiesti e a volte no, sulla solidità economica, sulla robustezza finanziaria e sulla stabilità complessiva. Nel complesso, sono coloro che stabiliscono se vale la pena investire del denaro su chi stanno giudicando. Sono le agenzie di rating.

Gli investitori finanziari le ascoltano. Imprese, enti e nazioni, spesso, tengono in gran conto il loro giudizio. Le società di valutazione del rischio di credito, cioè il nome completo delle agenzie di rating, nascono con un obiettivo preciso. Sono nate a cavallo del 1800 e del 1900 negli Stati Uniti d’America con lo scopo di fornire agli agenti economici un metro di paragone sulla possibilità che una società ripaghi i propri debiti o no. Ma il potere che possono avere nella determinazione di un giudizio, positivo o negativo, è cresciuto rispetto al ruolo iniziale.

Le tre maggiori agenzie di rating sono statunitensi: Standard & Poor’s (S&P), Moody’s e Fitch. Tutte e tre controllano circa il 95% del mercato di riferimento: le prime due circa per l’80%, la terza per il 15 per cento. I giudizi che le agenzie esprimono si basano su una scala composta da lettere, dove la A rappresenta il valore più alto, e dove la D rappresenta quello più basso. Ma ci possono essere declinazioni intermedie. Se a un Paese viene dunque assegnato il giudizio AAA (tripla A, il massimo punteggio), allora questo sarà ritenuto assai sicuro per un investitore. Tuttavia, nel caso ci siano delle ombre sul futuro, perché magari c’è una imminente elezione che potrebbe determinare un cambio di governo, c’è la possibilità che il rating venga modificato. È per questo che le agenzie di rating sono solite di comunicare, insieme al giudizio, anche l’outlook, o prospettiva, che può essere di tre livelli: positivo (nel caso ci sia la possibilità di un miglioramento della valutazione), neutro o, in caso di incertezza futura, negativo.

Ma a cosa servono? Sebbene le loro valutazioni non siano vincolanti per alcuna persona, possono essere un significativo strumento per comprendere gli sviluppi economici e politici di un Paese, così come quelli finanziari se parliamo di un’azienda quotata in Borsa. Gli analisti delle agenzie di rating elaborano grandi quantità di dati economici che giungono dagli istituti statistici nazionali, nel caso di uno Stato, oppure passano al setaccio i bilanci aziendali, nel caso di una società, al fine di fare una stima sulla solvibilità di lungo periodo. Tradotto, verificano se quell’impresa o quella nazione corrono il pericolo di fallire. Ed è per questo che gli investitori attendono con ansia la pubblicazione dei giudizi. Perché così possono basarsi anche su queste valutazioni per decidere su cosa investire.

A volte i loro giudizi si sono mostrati non aderenti alla realtà, come nel caso della banca statunitense Lehman Brothers, crollata il 15 settembre 2008 dando il via alla fase più dura della crisi economica statunitense. Infine, diversi analisti hanno valutato in modo difforme la crisi dei debiti sovrani dell’eurozona. È per questo che di recente è nata in Germania la prima agenzia di rating europea, Scope Ratings. A livello globale, troviamo anche la canadese DBRS (Dominion Bond Rating Service), le cinesi Dagong e Chengxin, e l’americana Egan-Jones.

Fabrizio Goria

Fabrizio Goria

Nato a Torino nel 1984, già direttore responsabile di eastwest.eu, scrive da Washington per Il Corriere della Sera e Eastwest. È stato nominato, unico italiano, nella Twitterati List dei migliori account Twitter 2012 da Foreign Policy.

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