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Innovazione

Chatbot: cosa sono e come funzionano

20 aprile 2018
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Se ti è mai capitato di chiedere un’informazione a Siri o all’assistente di Google, o di ricevere supporto da un servizio clienti via chat, allora hai già interagito con un chatbot.

Probabilmente l’hai fatto accedendo a un sito, oppure attraverso un’app come Messenger, Telegram  o WeChat, per loro natura adatte alla creazione di chatbot.

Per inquadrare meglio il contesto, è interessante notare che l’80% degli utenti internet si collega da mobile. Secondo i dati diffusi da eMarketer si prevede che entro il 2019 oltre il 25% della popolazione mondiale farà uso di app di messaggistica istantanea che sono, appunto, i luoghi in cui i chatbot vengono utilizzati maggiormente.

Cosa sono i chatbot?

Si tratta di programmi pensati per dialogare – con messaggi testuali o comandi vocali – con gli utenti, per fornire loro informazioni, supporto o intrattenimento, grazie anche al riconoscimento e uso del linguaggio naturale.

Come funzionano i chatbot?

Per poter rispondere alle esigenze degli utenti, un chatbot deve disporre almeno di un insieme di frasi e risposte che vengono decise prima della sua messa online, o integrate successivamente.

Così quando scriverai alla tua compagnia aerea, su Messenger o su un chatbot all’interno del suo sito, chiedendo informazioni sul volo, potrai ricevere i dettagli della tua prenotazione.

Un chatbot inoltre potrà anche imparare dalle interazioni con gli utenti.

Mentre infatti ci sono chatbot che hanno come unico obiettivo quello di interagire con l’utente sulla base di percorsi predefiniti o eseguire delle richieste, altri – vere e  proprie intelligenze artificiali – imparano dagli utenti stessi e modificano il proprio comportamento di conseguenza.

In questo caso i chatbot vengono sottoposti a una vera e propria formazione – con insiemi di domande e risposte basate anche sull’osservazione delle interazioni degli utenti – che consentono loro di capire come rispondere in maniera sempre più precisa alle diverse richieste.

A cosa servono?

La gamma di applicazioni è piuttosto vasta, soprattutto in ambito professionale.

Secondo i dati diffusi da Facebook, infatti, il 56% degli utenti preferisce interagire con un chatbot – su Messenger sono oltre 200,000 – piuttosto che contattare il servizio clienti di un’azienda. Nel 2017 sono stati infatti oltre 2 miliardi i messaggi scambiati su Messenger tra utenti e chatbot aziendali. E questi sono solo i dati di Facebook, solo uno dei luoghi in cui i chatbot sono presenti.

Ci sono però anche altre possibili applicazioni: ad esempio si può imparare una nuova lingua, chiedere i risultati di una partita o le previsioni meteo.

L’utente può così accedere velocemente e 24 ore su 24 alle informazioni necessarie.

Se sei appassionato di tecnologia ad esempio potresti trovare utile il chatbot di Techcrunch. Basta scegliere le categorie di notizie che ti interessano ed ogni giorno riceverai i link agli articoli più rilevanti di ciascuna.

Oppure vuoi conoscere le previsioni meteo per la tua città e allora potrai usare ad esempio il chatbot di meteo.it che ti guiderà – con precise domande relative alla data per cui si vogliono avere le previsioni e alla località – ad ottenere le informazioni desiderate in maniera rapida.

Ti è venuta voglia di provare qualche chatbot?

Il modo più semplice e immediato è questo: nell’app Messenger vai sulla sezione “Suggeriti”, esplora le varie categorie e scegli il chatbot che fa per te.

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