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Innovazione

Cosa succede quando attivi la geolocalizzazione sul tuo cellulare

27 aprile 2018
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Tieni alla tua privacy? Allora forse è bene che tu sappia cosa comporta la funzione di geolocalizzazione del tuo cellulare.


La geolocalizzazione è la tecnologia GPS (dall’inglese Global Positioning System, ovvero “sistema di posizionamento globale”) integrata nei dispositivi mobili (Android, iOS e Windows Phone) che permette di determinare la posizione geografica di una persona in base, ad esempio, al suo smartphone.

Come può essere impiegata? Facciamo degli esempi:

  • Come navigatore satellitare. A piedi, in bici o in auto, applicazioni come Mappe o Google Maps ci forniscono indicazioni stradali per raggiungere un certo punto
  • Per tenere traccia dei percorsi dei nostri allenamenti se siamo dei runners. Diverse applicazioni registrano la nostra sessione di corsa o più semplicemente altre come Salute (iOS) contano i passi percorsi in una giornata
  • Per fornirci indicazioni precise sui servizi e negozi della zona in cui ci troviamo.
  • Con la geolocalizzazione attiva se scattiamo una foto viene archiviata registrando anche il luogo dello scatto

Chi sa dove siamo?

Ogni luogo che visitiamo viene tracciato tramite la connessione Wi-Fi, il collegamento ai ripetitori cellulari sparsi sul territorio e attraverso il modulo GPS. Spesso le applicazioni conservano questi dati.

Se hai accettato una delle richieste di Google di attivare i suoi servizi di geolocalizzazione, per esempio, quest’ultimo avrà registrato anche la tua cronologia delle posizioni. In altre parole Google conserva un diario digitale dettagliato di dove sei stato ogni giorno e ogni ora da quando hai attivato il cellulare. Trovi la tua cronologia, se ne hai una, a questo link generale (ognuno vede la propria). E peraltro Google ha confermato che tiene traccia di questi dati anche con geolocalizzazione spenta per gli smartphone Android, con la finalità di migliorare le prestazioni dei dispositivi.

Secondo una ricerca della School of Computer Science della Carnegie Mellon University in Usa le applicazioni che abbiamo installato trasmettono la nostra posizione 358 volte al giorno. Circa ogni due minuti.

Questi dati possono essere utilizzati per finalità pubblicitarie. Se non vogliamo rinunciare a un po’ della nostra privacy dobbiamo perlomeno utilizzare meno servizi e quindi spegnere la geolocalizzazione. Senza ossessioni, ma con un po’ di consapevolezza.

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