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Innovazione

Disabilità sensoriale: dagli occhiali tech ai braccialetti, ecco le tecnologie che migliorano la vita

9 maggio 2018
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Immagina di essere ipovedente, o cieco. Ora lascia la vista e spostati sull’udito: immagina di essere ipoacusico o sordo. Adesso guardati intorno e prova ad annotare mentalmente tutto ciò che di tecnologico ti circonda, smartphone e pc compresi. Sono strumenti che possono migliorare la vita di chi porta una disabilità sensoriale, che spesso pregiudica la vita di relazione e la comunicazione, così come la vita autonoma e quotidiana.

Per alcune persone, fare quelle che possono sembrare banali azioni quotidiane non è così semplice. Dalla lettura di un giornale alla visione di un film, passando per l’ascolto di concerti o di un semplice tg, fino ad arrivare alla fruizione dei mezzi di trasporto: anche salire su un autobus può rappresentare un problema.

Fortunatamente, la tecnologia sta cambiando tutto questo: sta eliminando le barriere comunicative permettendo esperienze di vita altrimenti negate. Di fatto, sta favorendo, e questo è forse l’aspetto più importante di tutti, l’inclusione sociale.

I passi avanti per la vista

Dagli occhiali speciali fino agli occhi bionici, le soluzioni tecnologiche per chi vede poco diventano sempre più numerose. Fra queste troviamo gli occhiali E-Sight. Grazie alle microtelecamere che rilevano e inviano le immagini su due schermi, questa tecnologia costruisce un’immagine più nitida e migliorata della realtà che consente agli ipovedenti di vedere in maniera più chiara.

Nel gennaio 2018, invece, è stato innestato in Italia il primo occhio bionico, precisamente all’ospedale San Raffaele di Milano. A una donna non vedente, dopo undici ore di sala operatoria, è stato impiantato nella retina Alpha AMS, un microchip nato in Germania. Trascorso un mese, l’innesto è stato acceso: ha iniziato a stimolare la retina, consentendole di reimparare a vedere.  

Il braccialetto per i sordi e il teatro accessibile

Si chiama Unitact, è stato creato da una startup francese: è in grado di comunicare a chi lo indossa una serie di messaggi utili nella quotidianità attraverso le vibrazioni. Il bracciale invia diversi tipi di vibrazioni che si possono regolare, ad esempio, per puntare la sveglia o per ricevere informazioni durante la guida. Il concetto è quello delle varie suonerie associate alle diverse identità dei contatti che ci chiamano al telefono: quindi, vibrazioni diverse per esigenze diverse.

In Brasile, invece, è stata messa a punto un’inedita soluzione per rendere il teatro accessibile alle persone sorde. In sostanza si tratta di un casco virtuale che ingloba lo smartphone e sfrutta le sue funzionalità: permette di vedere il palco attraverso una fotocamera che cattura le immagini, mentre suoni e parole vengono tradotti in sottotitoli. Rispetto al cinema, infatti, il teatro rende complicato capire alcune scene e dialoghi: la velocità e il fatto che gli attori siano lontani dal pubblico non permette poi una facile lettura delle labbra.

Le app per i problemi di linguaggio

Esistono anche molte app pensate per chi ha problemi di comunicazione legati al linguaggio. Una è Speak it, sistema basato sul text to speech, che riproduce vocalmente contenuti scritti come mail, pagine web o PDF. L’app parla francese, italiano, tedesco e spagnolo. Da segnalare anche La mia voce, pensata per chi non può parlare e realizzata appositamente per il contatto con familiari e con il personale ospedaliero. Il programma dispone di semplici icone a cui sono associate frasi pre-registrate.

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