Come faccio a sapere se la mia casa è sicura e come proteggerla.

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Come faccio a sapere se la mia casa è sicura?

20 febbraio 2018
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In Italia, dopo i tragici terremoti del 2008 in Abruzzo, del 2012 in Emilia, e del 2016 tra Lazio e Marche, è ovviamente cresciuta la preoccupazione di chi abita in zone a rischio.
Nel nostro territorio, che i geologi definiscono “giovane” cioè non ancora stabile, le scosse di assestamento sono piuttosto frequenti. Dal 1900 a oggi si sono verificati sul territorio nazionale 30 terremoti molto forti. Inoltre, molte della case in cui viviamo sono vecchie di decenni, o magari addirittura di secoli, e questo le rende ovviamente più fragili, anche in assenza di fattori di rischio specifici.

Quali sono le principali zone a rischio In Italia

Le aree soggette alle scosse più importanti, come ben sottolineato da una mappa diffusa dalla Protezione Civile Nazionale, sono, la Sicilia, le Alpi orientali e le zone limitrofe, gli Appennini centro-meridionali, dall’Abruzzo alla Calabria.

La zona 1, quella più pericolosa secondo la classificazione, comprende 725 comuni. Sul sito della Protezione Civile è possibile prendere visione dei dati in modo completo, e capire il grado di rischio di ciascun comune di residenza.

Come dormire sonni tranquilli, in due semplici mosse

Ridurre i rischi prima di un’eventuale emergenza è fondamentale. Il primo passo consiste nel fare controllare le proprie abitazioni da esperti. Questo vale anzitutto per le case che si trovano in zone a rischio, ma non solo.
Il primo comune che ha reso obbligatori controlli e certificazioni per tutti gli edifici costruiti prima del 1964 è quello di Milano. La direzione scelta del capoluogo lombardo è la stessa indicata da molte città europee e più volte prospettata anche da decreti nazionali. Possiamo quindi prenderla ad esempio, e utilizzare le disposizioni previste per i cittadini milanesi come “buoni consigli” da adottare anche fuori, soprattutto se la casa in cui vivi non è di recente costruzione.

1) Se vivi in condominio, rivolgiti al tuo amministratore. È lui il custode di tutta la documentazione relativa alla sicurezza dell’edificio, ai lavori di ristrutturazione, agli eventuali condoni. Chiedigli se ci sono, e a quando risalgono, le certificazioni relative alla tenuta statica dell’edificio.

2) Se non vivi in condominio, o preferisci gestire direttamente la pratica, rivolgiti a un professionista, architetto o ingegnere edile o civile di tua fiducia, per fare verificare a lui la situazione e l’eventuale necessità di interventi.

È una questione di sicurezza, e anche una questione di valore: una casa sicura, con tutti i documenti in ordine, vale di più.

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