Precedente

Cos’è il Deep Web (e perché è diverso dal Dark Web)

Successivo

Disabilità sensoriale: dagli occhiali tech ai braccialetti, ecco le tecnologie che migliorano la vita

Società

Fisica: cosa sono le onde gravitazionali

di Luca Perri - 7 maggio 2018
Condividi su FacebookTwitta su TwitterCondividi su LinkedIn

Sono passati due anni dall’annuncio di quella che è stata definita “La Scoperta del Secolo”, la prima rivelazione diretta delle onde gravitazionali.

Ma cosa sono?

Secondo i fisici, spazio e tempo sono intrecciati, a formare un tessuto chiamato spazio-tempo. Se lo spazio-tempo fosse l’acqua di uno stagno, le onde gravitazionali sarebbero le onde concentriche formatesi dopo il lancio di un sasso. Di solito sassi belli grandi, con una massa decine di volte quella del Sole o anche più.

La teoria di Albert Einstein

Oltre un secolo fa, Albert Einstein pubblica una teoria all’apparenza difficile ed insensata. Fra le altre cose, cambia il concetto di gravità dato da Newton, e prevede che la luce e il tempo possano essere influenzati dalla gravità stessa. La teoria di Einstein prevede anche l’esistenza di deformazioni dello spazio-tempo: le onde gravitazionali. La comunità scientifica, all’inizio, non si fida troppo del baffuto signore.

Nei decenni successivi, le varie previsioni di Einstein vengono tutte verificate, a parte questa delle onde gravitazionali. Il problema è che le deformazioni da misurare hanno dimensioni di milionesimi di un atomo.

I rilevatori di onde gravitazionali

Nel 1984 Rainer Weiss e Kip Thorne (quello che ha creato il buco nero del film Interstellar) decidono di fondare assieme al recentemente scomparso Ronald Drever LIGO, un progetto per costruire due enormi rivelatori di onde gravitazionali. La costruzione comincerà nel 2002 e si protrarrà per 13 anni.

Il 14 settembre 2015, proprio nei giorni in cui LIGO entrava in funzione, viene captato un segnale: un’onda gravitazionale prodotta 1.3 miliardi di anni prima dalla fusione di due buchi neri! Gli scienziati analizzano per bene i dati per mesi, giorno e notte, timorosi di fare brutte figure.

L’11 febbraio 2016, durante una conferenza in diretta mondiale, Rainer Weiss e Kip Thorne mandano in visibilio migliaia di fisici nel mondo, annunciando la scoperta (vinceranno il Nobel per la Fisica nel 2017).

Ma, a parte il fatto che le abbiamo cercate per un secolo, perché tanto clamore?

Perché la scoperta apre una nuova era dell’astrofisica. Fino ad ora potevamo studiare solo ciò che potevamo vedere direttamente. Se fra me e l’oggetto del mio studio se ne frapponeva un altro, addio misura: non ammiro una statua in salotto dalla camera da letto, se in mezzo c’è un muro. Ma le onde gravitazionali non viaggiano attraverso lo spazio-tempo, sono una deformazione dello spazio-tempo! Sarebbero l’onda di un terremoto – prodotto dalla statua – che distorce il pavimento: che ci sia un muro fra me e la scultura poco importa, l’onda giungerà fino a me portandomi informazioni sulla scultura stessa!

E con l’accensione da poco avvenuta di VIRGO, gemello italo-francese di LIGO, non rimane che osservare sempre più le piastrelle del pavimento cosmico, in attesa che qualche opera d’arte ci venga svelata.

Luca Perri

Luca Perri

Luca Perri, 30 anni, laureato in Astrofisica e Fisica all’Università di Milano, ha conseguito un dottorato in Fisica e Astrofisica presso l’Osservatorio Astronomico INAF di Brera e Università degli Studi dell’Insubria. Luca è diventato famoso sul web grazie ad un post in cui spiega in maniera chiara e semplice l’importanza della scoperta delle onde gravitazionali, raggiungendo più di 20.000 interazioni. É stato vincitore di FameLab Italia nel 2015.

Iscriviti alla newsletter