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Assistenti vocali: come funzionano e che impatto hanno sulle nostre vite

di Gianfranco Chicco - 8 novembre 2018
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Gli assistenti vocali ci permettono di controllare i nostri dispositivi usando dei comandi vocali al posto di tastiere o schermi. In occidente, quelli più noti sono Amazon Alexa, Google Assistant e Siri di Apple.

Il modo di utilizzo più comune degli assistenti vocali è attraverso gli “Smart Speaker”, ovvero casse audio collegate a internet, anche se sono spesso già disponibili dentro agli smartphone di ultima generazione.

Quali sono gli utilizzi

A questo punto ti chiederai: a cosa servono? Grazie agli assistenti vocali si possono portare avanti diverse attività. Tra le richieste più frequenti, troviamo: impostare un timer, consultare il meteo o le ultime notizie, controllare le luci in casa, ascoltare la musica, radio o podcast, cercare informazioni online. Si possono anche utilizzare per esperienze guidate di cucina, di gioco e per storie interattive.

Il riconoscimento dei comandi vocali non è ancora perfetto ma funziona sufficientemente bene per molte attività di uso comune. Dobbiamo comunque tenere sempre a mente che siamo ancora all’inizio del loro sviluppo, e che le prospettive di crescita sono molto ampie.

Per attivare l’assistente vocale basta dire a voce alta la parola d’ordine (quali “Alexa”, “Ok Google” o “Ehi Siri”) seguita dall’azione che vorresti realizzare, ad esempio “imposta un timer per 10 minuti”.

Come cambiano il nostro rapporto con la tecnologia

La principale innovazione degli assistenti vocali è il fatto che, grazie a loro, i nostri dispositivi tecnologici si possono adattare al nostro modo di comunicare in modo semplice e intuitivo.

Il loro facile utilizzo li rende accessibili a persone di diverse età, senza il bisogno di avere una forte conoscenza tecnica. Ma non solo. Le grandi aziende di tecnologia scommettono che l’utilizzo della voce – anziché lo scrivere su una tastiera fisica o virtuale – permetterà ai più di 700 milioni di abitanti che non possono né leggere né scrivere di poter usare internet.  

La situazione attuale

L’adozione di questi device è attualmente più veloce di quella degli smartphone 10 anni fa, ed è dovuta principalmente a tre fattori:

– l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (in particolare del cosiddetto “machine learning”);

– il basso costo dei dispositivi (in contrasto con quello di uno smartphone);

– il fatto che, in molti casi, questi assistenti vocali sono già a nostra disposizione dentro ai nostri telefoni.

Tutto ciò fa sì che la gente sia più predisposta a provarli, e una volta fatto, non voglia farne a meno.

Il futuro

Mentre non è ancora possibile ottenere risultati come quelli visti nelle serie di fantascienza come il computer di Star Trek, l’assistente personale di Ironman o l’intelligenza di Supercar, con il tempo gli assistenti vocali diventeranno più affidabili e potranno essere utilizzati anche per attività più delicate. Ad esempio, comandare l’automobile, fare diagnosi mediche, gestire la nostra agenda in qualità di assistente personale vero e proprio e tanto altro. Molto probabilmente utilizzeremo una combinazione di schermi, tastiere e assistenti vocali per interagire con il mondo che ci circonda e, ad esempio, con robot e macchine varie.

Gianfranco Chicco

Gianfranco Chicco

Gianfranco Chicco è European Marketing Director di The Webby Awards e The Lovie Awards. È appassionato di tecnologia e design innovativi applicati a marchi, prodotti, servizi e città, e si concentra sulla creazione di esperienze centrate sulla persona, per legare insieme il mondo fisico e quello digitale. È inoltre è il curatore di The Craftsman Newsletter. Negli ultimi 15 anni, è stato coinvolto nella creazione di esperienze incentrate sull'uomo che riuniscono le persone, colmando il divario tra il mondo fisico e quello digitale, tra cui conferenze come il World Business Forum, la Social Media Week, il Picnic Festival e le Frontiere di interazione.

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