Cinque consigli per creare un e-commerce - Semplice come
Cinque consigli per creare un e-commerce

Precedente

Come organizzare al meglio il lavoro da remoto con i colleghi

Successivo

Cinque domande sui vaccini per il Covid

Innovazione

Cinque consigli per creare un e-commerce

di Simone Cosimi - 20 Aprile 2021

Gli acquisti online sono in crescita costante da anni. Ma i lunghi mesi di pandemia che abbiamo alle spalle li hanno trasformati in una scelta a tratti obbligata. Soprattutto per gli acquisti di prodotti fisici, gli unici rimasti possibili visto il crollo della mobilità, e quindi dei viaggi, e di altri servizi legati allo svago e all’intrattenimento di persona: secondo i numeri dell’Osservatorio eCommerce B2c, promosso da Netcomm e dal Politecnico di Milano, l’incremento per i primi è stato superiore ai 5,5 miliardi di euro, fino a toccare quota 23,4 miliardi di euro nel 2020. A farla da padroni l’alimentare, informatica ed elettronica e abbigliamento. La crisi sanitaria ha generato un’evoluzione rapida nello stile di vita degli italiani, modificando in profondità anche i comportamenti di acquisto. Per questo tutte le realtà, anche quelle più piccole rimaste indietro e ovviamente i privati che hanno qualcosa da offrire, hanno iniziato una transizione definitiva verso gli acquisti digitali. Ma come si fa a creare un sito efficace per l’e-commerce?

Il primo passo sembra scontato ma non lo è affatto. Quale prodotto si vende? Occorre costruire un’offerta ragionata, che abbia una sostenuta domanda di mercato e che non vi metta in crisi nel caso di richieste sopra la media: siete in grado di sostenerne una produzione, avete rapporti consolidati con i fornitori? Un e-commerce non è un negozio fisico, gli ordini arrivano 24 ore su 24 e sospenderli o mettere troppi prodotti fuori disponibilità è il modo peggiore per fidelizzare i clienti. Occorre poi individuare i concorrenti, scrivere un business plan, registrare l’attività e perfezionare l’immagine coordinata. I passaggi di digital marketing da chiarire, e di studio del mercato, sono molti.

Il secondo passo consiste nello sviluppare la propria piattaforma, scegliendo il content management system più adeguato alle proprie esigenze. Da Shopify a Magento fino a Prestashop, WooCommerce, BigCommerce o OpenCart ce ne sono molti. Serve sempre una piattaforma di approdo per i clienti, anche se gran parte della propria attività dovesse passare dai social network. Fondamentale scegliere anche un dominio intelligente, che includa termini con un tasso di ricerca elevato e che anticipi le mode, e scegliere un servizio di hosting performante. Un sito veloce, e dove la navigazione è fluida e senza intoppi, è fondamentale per convertire meglio: cioè per condurre gli utenti a concludere con fiducia la transazione, evitando dubbi e frustrazioni. Le persone sono ormai smaliziate: un sito lento significa “un servizio” poco affidabile, sul quale non si è voluto spendere abbastanza in termini di hosting.

Una volta pronto il sito, gli aspetti su cui concentrarsi sono ovviamente la home page, che è la prima e più importante vetrina, e la qualità delle immagini dei prodotti, sulla quale non bisogna lesinare spese affidandosi a professionisti e offrendo, a seconda del prodotto, prospettive e dettagli precisi. Bisogna poi curare le schede tecniche in ogni dettaglio e integrare, tramite terze parti, le recensioni ricevute dopo gli acquisti. Altro aspetto importante, l’ordine della navigazione: un’esperienza ricca non significa caotica. L’utente deve sempre sapere dove si trova, navigare con semplicità, evitare passaggi doppi o richieste inutili.

Il quarto aspetto riguarda la navigazione mobile: ormai la stragrande maggioranza degli acquisti avviene tramite smartphone. Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c, gli acquisti da telefono nel 2020 sono stati pari a 15,7 miliardi di euro (+22% rispetto al 2019), di cui 13,1 provengono dalla vendita di prodotti e 2,6 dalla vendita di servizi. Oltre l’80% degli utenti interagisce per la prima volta con un nuovo marchio via smartphone: un sito di e-commerce dev’essere dunque ottimizzato per la navigazione mobile e per la conversion da schermi con diagonali più piccole. Ogni passaggio, dalla consultazione delle foto all’aggiunta al carrello fino ai pagamenti, dev’essere progettato per smartphone. L’ultimo aspetto riguarda spedizioni e resi. Sono uno degli ostacoli maggiori a un buon giro d’affari. I colossi dell’e-commerce hanno ormai alzato l’asticella, dando per scontati le spedizioni gratuite o a prezzi molto bassi e i resi gratuiti. Per una piccola realtà può non essere semplice ma se sul reso c’è poco margine, sulla spedizione iniziale si può pensare a strategie di abbassamento delle spese all’aumentare del carrello.

Poco tempo per leggere? Ascolta il vodcast

Simone Cosimi

Simone Cosimi

Simone Cosimi, giornalista professionista, collabora con Repubblica, D, Wired, VanityFair.it e altre testate nazionali. Segue diversi ambiti fra cui tecnologia, innovazione, cultura, politica, esteri e territori di confine, spingendo verso un approccio multidisciplinare. Già redattore del mensile culturale Inside Art, per cui ha curato cataloghi d’arte e pubblicazioni come il trimestrale Sofà, ha lavorato in passato, fra gli altri, per Rockstar, DNews, Excite, Style.it e Corriere di Rieti.

<img src="https://semplicecome.it/wp-content/themes/generali-semplice-come-child/assets/images/mail.svg"/>Iscriviti alla newsletter
Loading