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Che cos’è la Banda Ultralarga

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Che cos’è la Banda Ultralarga

di Alessandro Longo - 4 Giugno 2019
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La banda ultralarga è una connessione internet così ottimale che ci dimentichiamo di averla. Perché ci permette di fare su internet proprio tutto, senza mai farci desiderare una qualità più adeguata alle nostre esigenze.

Una definizione di banda ultralarga

Sì, ci sono diverse definizioni tecniche su che cosa sia banda ultralarga. Deve raggiungere almeno 30 Megabit al secondo effettivi in download, secondo la Commissione europea (anche se ci si appresta ad aggiornare a 100 Megabit questo parametro).

Ma la definizione che mi sento di sposare è quella lì in alto: una connessione così buona che scompare alla nostra percezione. Perché la connessione internet è solo una porta di accesso a quel mondo digitale là fuori e tutto intorno a noi. Si fa percepire solo quando funziona male, è inadeguata; quando la porta è chiusa o cigola. Un po’ come quando parliamo al cellulare: il nostro cervello pensa alla connessione (mobile) solo quando la voce dall’altra parte s’inceppa o svanisce. “Accidenti, non ti sento più; qui prende male”.

Ecco: è banda ultralarga quando non ci fa mai dire “accidenti”

La copertura banda ultralarga in Italia, con le diverse tecnologie

Purtroppo, tutto questo è fortuna ancora non per tutti gli italiani. Gli ultimi dati resi disponibili da Agcom su maps.agcom.it e basati su quanto dichiarato dagli operatori, dicono che ad avere copertura almeno 30 Mbps (quindi “in banda ultralarga”, anche se magari a malapena) sono il 67 per cento del totale. Una velocità da 100 Megabit in su è disponibile per il 35,3 per cento di loro. I veri fortunati sono meno: il 24 per cento è coperto da una rete che può arrivare tra i 100 e i 500 Mbps. Oltre, e fino a 1 Gigabit, solo l’11,4 per cento delle famiglie italiane.

S’intende che potrebbero andare così veloce se si abbonassero alla rete disponibile dove si trovano. Ma a quale rete, di preciso? Sono numerose le tecnologie che possono garantire una velocità di almeno 30 Megabit:

– Fibra ottica fino alle case: la migliore, la sola anche che dà 1 Gigabit.

– Fibra ottica fino alla strada: la “fibra fino all’armadio” (l’ultimo tratto fino all’appartamento dell’utente col vecchio doppino di rame), ora con velocità nominali tipicamente di 100 o 200 Megabit, a seconda delle zone. La velocità reale in questo caso è inferiore, anche di molto, ma di solito raggiunge almeno 50 Megabit. Teniamo anche conto che la velocità può scendere tanto se ci connettiamo via Wi-Fi al modem fibra ottica.

– Fixed wireless access: fibra fino a un’antenna dell’operatore, mentre l’ultimo tratto – fino a casa dell’utente – via onde radio. Raggiunge i 100 Megabit e di solito viene scelto da chi non è coperto da fibra ottica.

Gli investimenti

In futuro la copertura migliorerà molto, grazie ai piani di investimento degli operatori e a miliardi di euro in fondi pubblici. Gli obiettivi del piano nazionale banda ultralarga sarebbero di raggiungere totale copertura della popolazione ad almeno 30 Megabit e l’85 per cento ad almeno 100 Megabit entro il 2020. Alla luce dei piani e degli attuali andamenti, è possibile prevedere che bisognerà aspettare qualche anno in più.

Gli attuali servizi che hanno bisogno di banda ultralarga

Tutta questa velocità, per farci cosa? Se il soggetto è un’azienda, la risposta è scontata: senza banda ultralarga non c’è business, non c’è lavoro possibile. Ma per utenti privati, famiglie? La fame di banda ultralarga è scoppiata in Italia col boom dei film o serie tv in streaming. Senza almeno i 5 Megabit reali non è consigliabile vedere programmi in alta definizione, il che spinge ad avere preferibilmente una Adsl 20 Megabit – che ha una velocità reale di circa 10 Megabit, in genere – o meglio ancora una connessione fibra fino all’armadio.

Pensiamo poi all’ultra alta definizione (4K), per la quale in genere vengono consigliati almeno 25 Megabit.

Se siamo una famiglia in cui i genitori vogliono vedere una serie senza compromessi di qualità in 4K, mentre i figli giocano a Fortinet online, è auspicabile avere una connessione 100-200 Megabit, che ci garantisca almeno 50 Megabit in ogni momento. L’arrivo delle partite in diretta streaming su internet ha reso ancora più necessario avere una connessione banda ultralarga. La diretta richiede infatti non solo una grande disponibilità di banda media, ma anche una garanzia di qualità stabile e per questo l’ideale è la fibra fino all’appartamento dell’utente.

E in futuro?

È sempre azzardato provare a prevedere il futuro dei servizi internet. Si può però considerare che i contenuti a definizione 8K sono già alle porte. Molti big stanno lanciando servizi di cloud gaming, con cui si potrà giocare senza bisogno di console né di un pc potente. L’elaborazione del gioco avviene via internet, il che richiede una connessione ultra veloce. In altre parole, basterà questa per fruire di applicazioni che finora hanno richiesto un hardware dedicato (una console) o un super pc.

Infine, un operatore inglese ha già sperimentato le comunicazioni via ologramma, che potrebbe essere l’evoluzione della videochiamata.

Alessandro Longo

Alessandro Longo

Alessandro Longo, giornalista professionista specializzato in temi tecnologici, telecomunicazioni, diritto della rete, società digitale. È direttore di Agendadigitale.eu (la principale testata sull’Agenda Digitale) dal 2012. Dal 2003 scrive regolarmente per Repubblica e Sole24ore di temi di economia e politica digitale.

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