Dal trattore al drone: come cambia l’agricoltura oggi

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Dal trattore al drone: come cambia l’agricoltura oggi

di Michele Aquila - 7 Febbraio 2019
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All’interno di un campo coltivato possono esserci importanti differenze, da zona a zona e perfino da zolla a zolla. Queste differenze si manifestano facilmente nella differenza qualitativa e quantitativa del prodotto agricolo. Lo stesso campo infatti può generare frutti o ortaggi di livello assai diverso. Questo può dipendere da modalità di coltivazione e semina diverse, cioè da come si è comportato l’agricoltore, ma anche da fattori oggettivi: la conformazione del campo, la situazione del terreno, perfino le microvariazioni climatiche che possono registrarsi in diverse ore della stessa giornata di semina o irrigazione.  

La tecnologia, ovviamente, fornisce strumenti molto potenti e precisi per rilevare queste variazioni, per tenerne traccia e costruire serie storiche, e anche per intervenire tempestivamente quando si verifica un problema, una malattia o una variazione climatica apportando le necessarie integrazioni o le necessarie cure. L’Agricoltura di Precisione è l’insieme di saperi e tecniche che si pongono l’obiettivo di aumentare la produttività delle colture riducendo le differenze di resa che si riscontrano all’interno di una stessa area coltivata, e tra gli strumenti di cui si serve ci sono i droni.

I droni guardano i campi: minuto per minuto, centimetro per centimetro

I droni sono degli apparecchi volanti che possono essere pilotati da lontano grazie ad un radiocomando, oppure, a seconda delle necessità, possono volare da soli grazie ad un computer installato a bordo. Le dimensioni variano dai pochi centimetri di un drone utilizzato per fini ludici, fino ai droni militari, che possono raggiungere le dimensioni di un vero e proprio aereo.

Immaginiamo di avere diversi ettari di terreno da tenere sotto controllo. Quello che prima si poteva fare con le fotografie aeree o satellitari, oggi è possibile grazie a questi piccoli dispositivi volanti che possono analizzare il suolo a pochi metri di distanza.

I droni in agricoltura possono essere utilizzati principalmente in tre ambiti:

– In primo luogo abbiamo l’osservazione del raccolto dall’alto che può rivelare dettagli importanti quali problemi nell’irrigazione, anomalie del suolo, fino ad arrivare all’individuazione di piante infestanti o parassiti difficili da riconoscere con l’osservazione sul campo.

– In secondo luogo, i droni possono essere dotati di fotocamere capaci di registrare immagini multi-spettro, ovvero immagini a livelli che riescono ad immagazzinare diverse bande dello spettro della luce (come ad esempio l’infrarosso) in modo da evidenziare caratteristiche quali la pigmentazione delle foglie, fino al livello di maturazione dei frutti.

– Infine, un drone può essere programmato per effettuare ricognizioni regolari, ogni settimana, giorno oppure ogni ora, non solo per analizzare il terreno, ma anche per effettuare operazioni come, ad esempio, il trattamento biologico per parassiti infestanti, solo nelle aree interessate.

Una delle più antiche pratiche per il sostentamento del genere umano, grazie all’uso dei droni e a tutta una serie di innovazioni che caratterizzano quella che oggi è stata battezzata agricoltura di precisione, sta attraversando oggi una fase di profondo cambiamento, e possiamo già immaginare uno scenario non troppo lontano nel futuro dove le fattorie ospiteranno nelle loro rimesse non solo trattori, moto falciatrici e mietitrebbie, ma anche delle piattaforme per il decollo e atterraggio di flotte di piccoli droni che, come dei piccoli Roomba volanti, ad intervalli regolari, decollano, analizzano il raccolto e aiutano gli agricoltori a pianificare e mettere in pratica interventi sempre più puntuali e accurati.

Dalla sicurezza ai vulcani: così i droni ci cambiano la vita

I droni possono caricare a bordo dei dispositivi elettronici (sensori, videocamere digitali, antenne GPS, ecc.) in grado di leggere ed interpretare l’ambiente che li circonda. Ad esempio, un drone dotato di uno scanner tridimensionale che vola all’interno di un intricato sistema di cunicoli (i crepacci di un ghiacciaio, i tunnel di una rete metropolitana, ecc.) è in grado di restituire un modello tridimensionale digitale dell’ambiente esplorato; un drone dotato di  telecamere termiche e di sensori per rilevare la presenza di gas, può essere utilizzato per analizzare l’attività di un vulcano in aree non sicure per l’essere umano. Le informazioni registrate da un drone possono essere condivise in tempo reale con una piattaforma digitale (ad esempio un sito web) oppure con lo smartphone del pilota, in modo che possano essere poi archiviate ed interpretate in seguito.

Oltre agli utilizzi riportati sopra a scopo di esempio, i droni, per quanto riguarda l’ambito civile, possono essere utilizzati in numerosissimi altri ambiti, dall’architettura all’ingegneria (per effettuare rilievi e facilitare i sopralluoghi in aree difficilmente accessibili), alla gestione di emergenze ambientali (ispezioni lungo aree alluvionate dove gli elicotteri non possono volare, ad esempio lungo il letto di un fiume e sotto le fronde degli alberi), fino ad arrivare all’agricoltura, come abbiamo appena visto.

Michele Aquila

Michele Aquila

Michele Aquila, nato nel 1975, laureato in architettura a Firenze. Dal 2006 al 2011 è stato partner e project leader di Interaction Design Lab e oggi è Program Leader del Master in Interaction Design di Domus Academy.

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