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Guida alla fattura elettronica

di Alberto Brambilla - 18 Aprile 2019
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Dal 1° gennaio 2019 è entrato in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica per i consumatori finali italiani (B2C, ovvero Business to consumer). La fatturazione elettronica è andata a sostituire la fattura di carta e i soggetti coinvolti risultano essere quasi quattro milioni di partitiva Iva.

Secondo l’Agenzia delle entrate la e-fattura – così come viene chiamata – porta con sé diversi vantaggi: il risparmio della carta e la riduzione del tempo di emissione. Nella pratica non è proprio così. La fattura elettronica non elimina del tutto la carta, dato che le aziende si ritrovano comunque a stampare le fatture digitali per poterle contabilizzare e conservare; possono solo evitare di farlo. Inoltre, il lavoro di emissione, invio ed elaborazione della fattura si è allungato. Mentre prima si inviava un semplice file in Pdf per mail o tramite pec, adesso si deve inviare la e-fattura al Sistema di interscambio dell’Agenzia delle entrate (Sdi) e aspettare che questo recapiti il file al mittente. I tempi possono variare, e nei primi mesi di applicazione si sono verificati anche pesanti ritardi. Ma vediamo come fare.

Come inviare una fattura elettronica

Per predisporre la fattura elettronica è necessario avere un personal computer o un tablet o uno smartphone e un programma per la compilazione dei file in formato .xml, che è un documento con una struttura predefinita da completare in caselle.  L’Agenzia delle entrate dispone di tre programmi per farlo: il portale Fatture e Corrispettivi, che si trova nella home page del sito dell’Agenzia nella sezione “siti tematici”, un software da scaricare, e una App scaricabile sia Android sia Apple.
In alternativa si possono utilizzare programmi gestionali che risultano essere integrati con i sistemi informatici della società. In questo secondo caso la compilazione della fattura elettronica risulterà essere più semplice perché i dati del fornitore verranno inseriti automaticamente all’interno della fattura digitale. Questo perché i sistemi, appartenendo alla stessa casa software, comunicano fra di loro. Nel caso del programma gratuito dell’Agenzia delle entrate si dovrà compilare da zero, ogni volta, ogni singola fattura.
Per predisporre una fattura all’interno del portale Fatture e Corrispettivi si può accedere con le credenziali del Sistema Pubblico dell’Identità Digitale, quelle Fisconline/Entratel (possono essere richieste online sul sito internet o agli uffici dell’Agenzia delle Entrate) o la Carta Nazionale dei Servizi.

Guida alla compilazione

La fattura va compilata con i dati anagrafici del fornitore o del cliente, l’indirizzo mail di posta elettronica certificata alla quale consegnarla, il numero e la data della fattura, e la quantità e il tipo di servizi venduti (con i valori dell’imponibile, dell’aliquota e dell’Iva). E’ anche possibile generare un Qr code che il titolare di partita Iva può mandare al fornitore affinché quest’ultimo importi automaticamente i dati del suo cliente. Una volta compilata la fattura deve essere sempre inviata attraverso il Sistema di interscambio (il Sdi di cui abbiamo parlato all’inizio) dell’Agenzia delle entrate altrimenti non è considerata emessa.
Il Sdi verifica le informazioni presenti, che i soggetti siano iscritti all’anagrafe tributaria, che ci sia coerenza tra imponibile e Iva e che lo stesso file non sia stato inviato due volte. Se la spedizione non va a buon fine per incongruenze o errori nella compilazione della fattura elettronica (si sbaglia una lettera del nome del destinatario) viene rispedita al mittente la ricevuta di scarto.
In questo caso bisogna correggere l’errore e inviare una nota di credito, che non è altro che un’altra e-fattura.
Se invece, al contrario, la e-fattura non viene recapitata al destinatario (per casella piena o momentaneo impedimento del servizio) la fattura si considera emessa per il fornitore ma non ancora definitivamente ricevuta (ai fini fiscali) dal cliente e la data dalla quale è possibile riscuotere il proprio credito coincide con la data riportata nella fattura. In questo caso il Sdi invia al soggetto che ha trasmesso il file una ricevuta di impossibilità di consegna all’interno del quale è indicata la data di messa a disposizione del file al cliente.

Un archivio sempre a disposizione

Dal portale Fatture e Corrispettivi si possono consultare le fatture nella sezione “Consultazione” sia per il fornitore sia per il cliente. Quelle inviate a buon fine avranno la spunta verde, mentre quelle bloccate un triangolo rosso in segno di allerta. Sono al momento esonerati dall’emissione della fattura elettronica imprese e lavoratori che rientrano nei seguenti regimi fiscali agevolati: regime di vantaggio, regime forfettario, piccoli produttori agricoli e le operazioni da e verso soggetti esteri i cui dati dovranno essere trasmessi con il nuovo esterometro mensile, che vede la prima scadenza a fine aprile.

Alberto Brambilla

Alberto Brambilla

Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. È al Foglio dall'autunno 2012, coordina la redazione economica. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards, il premio Biagio Agnes e il premio The News Room intitolato a Fabrizio Forquet.

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