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Innovazione

Riconoscimento facciale: come funziona e che applicazioni può avere

di Luca Talotta - 26 luglio 2018
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Ne è passata di acqua sotto i ponti dai primi esperimenti tecnologici. Erano gli anni ’60, quando alcuni scienziati iniziarono a pensare ad oggetti che potessero riconoscere immediatamente i loro padroni. Esempi di tecnologia molto lontana da quello che immaginiamo noi oggi, ma che di certo hanno dato la spinta necessaria alle varie strategie delle aziende odierne. E tra le molteplici novità ce n’è una che più di tutte potrebbe davvero mischiare le carte e offrire dei nuovi panorami finora inaspettati: il riconoscimento facciale.

Ma di cosa stiamo parlando? In estrema sintesi di un sistema che permette l’identificazione di un individuo tramite la scansione del suo viso. Di fatto avviene questo: il computer confronta i dati di acquisizione in diretta o un’immagine digitale con quanto memorizzato in precedenza dal titolare. Molto semplice, dirai? Più o meno, perché alle spalle vige un sistema di algoritmi legati a quella che viene definita Intelligenza Artificiale che ha reso queste soluzioni più sofisticate. Per chi volesse impazzire con dati tecnici e tecnologie avanzate, diciamo che i codici numerici che stanno alla base del riconoscimento vengono chiamati “faceprints” e identificano un determinato numero di punti chiave o “nodali” su un volto umano. Ma saranno sicuri? Solo un dato, comunicato dallIstituto Nazionale di Standard e Tecnologie (NIST): nel 2011 l’incidenza di falsi positivi nei sistemi di riconoscimento facciale era solo dello 0,003%. Bisogna proprio avere sfortuna e somigliare molto a qualcun altro…

Fino ad oggi la sua applicazione è stata quasi esclusivamente in ambito di sicurezza, ma ora questo sistema si appresta a rivoluzionare anche e soprattutto il mondo degli smartphone. E da qui, si sa, la vita quotidiana di tutti noi. Perché è inutile negarlo, siamo dipendenti dallo smartphone. E mai come oggi tramite questi piccoli oggetti che teniamo in mano o in tasca possiamo fare una serie di operazioni fino a qualche anno fa impensabili.

Come detto, la videosorveglianza è stato finora l’ambito dove si è utilizzata di più questa tecnologia e il motivo è semplice: è il mercato che lo ha richiesto. Entrare in casa è una delle cose che facciamo più spesso e che facciamo tutti, da qui la necessità di prodotti di questo genere. E, di conseguenza, il massiccio investimento in ricerca di molte aziende. Si tratta di un servizio molto richiesto dai singoli cittadini e visto l’ampio mercato che si è venuto a creare le aziende ne hanno subito approfittato per ampliare la propria offerta di servizi ai cittadini.

Il recente lancio dell’iPhone X, poi, ha messo ancora di più questa tecnologia sotto i riflettori perché lo smartphone in questione, tra le sue novità, ha proprio un sistema di Face ID. Addio a password o codici per sempre? Forse, molto dipenderà come risponderà il mercato. Senza dimenticare che, a ruota, seguiranno i computer e non solo: anche il mondo della ristorazione, ad esempio, si è già messo in moto con Baidu, uno dei motori di ricerca più utilizzati in Cina, e Kfc; le due aziende hanno lanciato lo Smart Restaurant, vale a dire un sistema di riconoscimento del cliente il quale riceve un menu personalizzato in base a quelli che potrebbero essere le sue preferenze culinarie. E il tutto viene delineato da un semplice riconoscimento facciale. Ma anche arte, cinema e intrattenimento si sono gettati all’inseguimento di questa nuova tecnologia: con le videocamere a scansione 3D Inter RealSense, ad esempio, e il progetto “la storia prende vita” sviluppato in Cina. Dove, di fatto, si sono stampati personaggi della storia in 3D e riprodotti personaggi di oggi ma inseriti in contesti storici scelti: il cliente, in sostanza, poteva vedere se stesso nel Medioevo o nell’epoca della Belle Epoque.

Una nuova serie di applicazioni stanno, di fatto, per invadere il mercato o l’hanno già fatto, forse non entrando però in modo così massiccio ancora nella vita di tutti i giorni. Gli esperti delineano un quadro futuro abbastanza chiaro, dove tramite lo smartphone gestiremo ancora più servizi di quelli che già gestiamo e questi saranno tutti coordinati dal solo riconoscimento facciale: l’utilizzo dell’home banking, ad esempio; ma anche l’apertura di cancelli automatici, delle automobili, l’acquisto online di biglietti dei treni tramite i vari servizi di pagamento, da PayPal in poi. E la gestione dell’account Facebook, con l’azienda di Mark Zuckerberg che ha inserito questo parametro nella sua nuova release. Il futuro, di fatto, è appena cominciato.

Luca Talotta

Luca Talotta

Calabrese di nascita e milanese d'adozione, è giornalista dal lontano 2001. Specializzato negli ambiti della tecnologia e dello sport, collabora con diverse testate online tra cui Timemagazine.it e Il Giornale. Seguendo la sua passione per le nuove tendenze ha aperto il suo sito, acquisendo in poco tempo un buon seguito sui suoi profili social.

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