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Salute: come cambia la prevenzione grazie ai dati e all’intelligenza artificiale

di Alice Pace - 19 Dicembre 2019
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Un medico con una vista straordinaria è capace di cogliere anche i segnali più reconditi delle patologie e fornire diagnosi in modo sempre meno invasivo, ma allo stesso tempo più rapido e preciso, e con maggior anticipo sull’insorgere dei sintomi. Dotato di una mente superiore, può immagazzinare le informazioni di tutti i suoi pazienti, anzi di tutti i pazienti della storia, per poi ragionare sui dati medici, presenti e passati, di tutti gli ospedali del mondo.

Se fossimo in un film di fantascienza, le frontiere dellintelligenza artificiale nel campo della salute potremmo immaginarcele così.

Ma si tratta di una rivoluzione che è già in atto. In che forma? Non c’è di mezzo alcun superpotere bensì un binomio tra personale sanitario e algoritmi che lavorano assieme, fianco a fianco, nei reparti d’ospedale così come nei laboratori per la ricerca sui nuovi farmaci. Al centro, il paziente, che grazie a questo nuovo paradigma può contare su competenze amplificate, una prevenzione migliore e cure a tutto tondo, sempre più su misura per lui.    

Come siamo arrivati qui

L’avvento del digitale, sommato all’incredibile espansione dell’universo wearable (“dispositivi indossabili”) e alla capacità degli strumenti informatici di ultima generazione – e della rete – di immagazzinare, elaborare e condividere moli enormi di dati ha fatto sì che l’ecosistema-salute si ritrovasse più fertile e ricco di potenziale che mai. Di fatto, non abbiamo mai avuto a disposizione una mole di conoscenze sanitarie capillare, estesa e fruibile come oggi.

In contemporanea a questo processo, negli ultimi vent’anni si è verificato il boom del machine learning, il filone di ricerca sull’intelligenza artificiale che sviluppa algoritmi per l’apprendimento automatico. In poche parole, ciò che rende i dispositivi elettronici capaci di imparare in autonomia attraverso l’esperienza.

Sul versante della medicina, tutto ciò si concretizza in computer che stanno facendo pratica nel comprendere sempre più a fondo i problemi del corpo umano. E a trovare soluzioni.

Come cambia la diagnosi

In questa prospettiva, le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono moltissime. Uno dei fronti più caldi è quello dei tumori. Nel caso dei melanomi, per esempio, gli scienziati hanno già costruito database ricchissimi e software che funzionano molto bene: in pratica un’enorme infrastruttura virtuale di immagini fotografiche con diagnosi già confermate di melanoma che riesce a riconoscere i nevi potenzialmente pericolosi nelle fotografie di nuovi pazienti. Con un’accuratezza pari a quella del dermatologo in carne e ossa.

Altro esempio importante è quello della diagnosi precoce dei tumori al seno, alla quale lavorano gruppi di ricercatori in tutto il mondo. In questo caso l’algoritmo riconosce, tra le immagini raccolte durante le mammografie, quando siamo di fronte a un caso di cui preoccuparsi, con una sensibilità anche superiore a quella dell’operatore e margini di errore bassissimi.

Ma tra i bersagli non c’è solo il cancro: l’AI può fornire un supporto essenziale ai medici nel diagnosticare malattie metaboliche, o anche infettive, e le più comuni malattie infantili come per esempio l’influenza. Il dottore del futuro, insomma, potrà elaborare i sintomi del paziente e i risultati degli esami di laboratorio per ottenere diagnosi automatizzate che già oggi si stanno dimostrando molto affidabili. 

Alice Pace

Alice Pace

Alice Pace è giornalista scientifica freelance e scrive di scienza, medicina e innovazione. Dopo una laurea in chimica e tecnologie farmaceutiche e un dottorato di ricerca nel campo delle nanotecnologie, ha studiato giornalismo scientifico alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Ha vinto nel 2013 una borsa di studio ad Harvard come Armenise-Harvard Science Writer Fellow e nel 2014 il Premio Piazzano per la divulgazione di temi scientifici. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo libro, Hot – La scienza sotto le lenzuola (Codice Edizioni), saggio scientifico sui retroscena della sessualità. Su Twitter e Instagram è @helixpis.

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