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Come sarà la scuola del futuro

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Innovazione

Come sarà la scuola del futuro?

11 Maggio 2020
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Il mondo dell’istruzione ha vissuto, a causa del Coronavirus, una vera e propria accelerazione digitale, in cui si è preso confidenza con i programmi di videochat, si sono scoperti software che permettono di rendere l’esperienza scolastica condivisibile, sono stati prodotti e individuati nuovi materiali multimediali che, anche quando le scuole torneranno alla normale attività, potranno sicuramente affiancare i tradizionali libri di testo.

L’unica esperienza insostituibile è quella vissuta da ragazze e ragazzi all’interno della scuola. Per quanto invece riguarda ogni altro aspetto della didattica, il futuro è probabilmente all’insegna dell’integrazione digitale. Dalle piattaforme e i servizi già oggi a disposizione – tutti reperibili direttamente sul sito del ministero dell’Istruzione – fino a un futuro a base di intelligenza artificiale e realtà virtuale. 

Le piattaforme e i contenuti a supporto dell’istruzione

Tra le piattaforme segnalate dal MIUR, particolare attenzione è data a quelle che permettono ai docenti di arricchire la lezione fisica indipendentemente da dove ci si trovi. Lezioni, condivisione materiale, lavori di gruppo, verifiche e test; tutto utilizzabile tramite computer o app per dare vita a una vera e propria classe virtuale

Non manca la possibilità di creare un luogo specifico destinato agli avvisi e alle comunicazioni di classe, per permettere a docenti e studenti di interagire tra loro anche al di fuori della normale lezione. I registri si arricchiscono invece di nuove funzionalità, consentendo di tenere traccia dell’attività degli studenti, monitorare quali materiali sono stati visualizzati da chi e controllare immediatamente i risultati dei test. Altri strumenti prevedono invece la possibilità di creare appuntamenti, promemoria ed elenchi delle attività da svolgere o di produrre un quaderno degli appunti di classe condiviso e integrato.

Queste novità non si limitano a liberare la scuola (in caso di necessità) dal luogo, ma anche dalle restrizioni temporali: i software di videochat offrono la possibilità di registrare le lezioni (in questo caso si parla di “lezione asincrona”) e poi inviarle agli studenti, dando loro modo di seguirle nel momento più adatto della giornata o della settimana. La lezione sincrona, in diretta, è invece la modalità più innovativa, che può sfruttare contemporaneamente quaderni digitali e molto altro ancora, ampliando le opportunità di collaborazione tra gli studenti e rendendo la lezione davvero un’esperienza partecipativa.

Content is the king: un futuro tra big data e realtà virtuale

Ma questi sono i “contenitori” che stanno già oggi ponendo le basi della scuola del futuro. Un tema che emerso con forza, invece, è stata la mancanza di “contenuti” facili e di qualità, immediatamente disponibili e pensati per essere spiegati e fruiti in un’esperienza totalmente digitale. Nella scuola primaria, in particolare, gli insegnanti hanno sentito la necessità da un giorno all’altro di avere programmi educativi ad hoc da svolgere insieme ai bambini da casa.

In questo scenario, un esempio per rispondere a questa esigenza è la proposta didattica di “Ora di Futuro”, ormai presenza consolidata nelle scuole primarie italiane da oltre un anno e mezzo. Fin dal lancio, l’Ora di Futuro a settimana prevede un percorso didattico innovativo e digitale pensato per coinvolgere i bambini attraverso gioco, esperienza e cooperazione. Durante il lockdown delle scuole italiane, relativo al contesto Covid-19, il tradizionale percorso online è stato arricchito di un nuovo modulo “Tempesta”, dedicato alla gestione degli imprevisti per aiutare i più piccoli a confrontarsi con la realtà e superare l’emergenza lavorando di squadra. Il tutto senza dimenticare gli insegnanti, a cui è stata offerta una formazione ad hoc per l’utilizzo delle piattaforme di didattica a distanza più diffuse.

In corso di sperimentazione, ci sono invece soluzioni ancora più avveniristiche progettate per alunni più grandi, come ad esempio quelli delle secondarie. Immaginate di studiare il sistema solare immersi direttamente nello spazio e di visualizzare i pianeti che si muovono attorno al Sole in tre dimensioni. Oppure di aggirarvi tra le pietre di Stonehenge o le piramidi di Giza, ma senza mai allontanarvi dalla vostra classe: negli ultimi anni, le potenzialità della realtà virtuale nel mondo dell’educazione sono diventate sempre più interessanti e sono già utilizzate in un numero crescente di istituti, anche in Italia. La possibilità che si apre è quindi quella di creare delle classi in VR (virtual reality), in cui – utilizzando gli appositi visori – gli studenti possono condividere un unico spazio digitale, sfruttando software per l’insegnamento virtuale.

Forse ancora più ricche di opportunità sono le potenzialità dei big data. Grazie all’utilizzo di un numero sempre crescente di strumenti digitali, è possibile raccogliere e analizzare i dati relativi alle prestazioni di ogni studente: quale passaggio gli ha creato più difficoltà, quali sono le materie che più lo appassionano, in quali orari preferisce fare i compiti, che domande ha posto all’insegnante e molto altro ancora. Una mole di dati solitamente analizzati (in maniera analogica) dai professori, che in futuro potranno ricevere un grande aiuto dagli algoritmi di machine learning, in grado di elaborare tutte le informazioni raccolte (ovviamente nel rispetto della privacy) e fornire un profilo dello studente. È così che potrà finalmente nascere l’educazione personalizzata.

Immersiva, personalizzata, multimediale e partecipativa: la pandemia di Covid-19 non ha fermato l’attività formativa dei più giovani, che sta anzi scoprendo giorno dopo giorno nuove risorse per arricchire l’esperienza quotidiana. E proiettare anche la scuola italiana in un futuro digitale.

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