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Innovazione

Arrivano gli smart glasses: la nuova frontiera digitale

di Pierluigi Grimaldi - 28 Gennaio 2020
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Quando nel 2013 Google lanciò i propri occhiali dotati di realtà aumentata che consentivano di visualizzare informazioni senza utilizzare lo smartphone, sembrò l’inizio di una nuova era, il primo atto di una rivoluzione copernicana. Era il passaggio da un mondo digitale, dominato dai dispositivi che richiedevano l’utilizzo delle mani, alla possibilità di “aumentare” la realtà attraverso i nostri occhi. Il progetto non è mai decollato, complici una tecnologia all’epoca troppo acerba e le infinite polemiche che seguirono su privacy e legittimità dell’utilizzo pubblico degli occhiali. Oggi i visori intelligenti sono tornati al centro dell’interesse. Costruttori e consumatori sembrano pronti ad attraversare una nuova frontiera: un mondo nel quale l’unione tra realtà materiale e digitale darà vita ad un’altra prospettiva, l’onlife. Una continua interazione tra mondo virtuale e fisico senza dover più tenere in mano uno smartphone.

Occhiali smart: una realtà commerciale

Gli smart glasses, o meglio una parte di essi, sono ormai una realtà anche commerciale: i produttori cominciano a riempire gli scaffali virtuali degli e-commerce e i negozi fisici dei primi prodotti disponibili per tutti. La rivoluzione digitale sugli occhi sembra seguire sostanzialmente due strade: Realtà Aumentata e Realtà Virtuale. La prima restituisce sui visori informazioni aggiuntive al mondo intorno a noi e sembra essere la strada più facile e quella meno invasiva da seguire per vedere gli smart glasses diventare un prodotto di massa come lo smartphone. La realtà virtuale, invece, propone un’esperienza immersiva e più solitaria, nella quale un mondo completamente digitale si sostituisce a quello fisico. L’aiuto di sensori corporei rende l’esperienza ancora più affascinante, ma al momento di difficile integrazione con l’esterno. Alle grandi possibilità in ambito ludico (il mondo del gaming è già una realtà affermata per la VR) si affiancano quelle in campo medico. I visori sono già utilizzati, ad esempio, dagli psicoterapeuti per ricreare fobie, aiutando così i pazienti a liberarsene in un ambiente protetto e controllato.

Tutti i big vogliono i loro smart glasses

Tutte le grandi compagnie vogliono ora dotarsi dei propri occhiali smart. Amazon ad esempio ha già lanciato Echo Frames, occhiali dotati dell’assistente vocale Alexa, in attesa che arrivi anche la realtà aumentata. E se il mondo consumer è ancora in attesa di trovare la soluzione definitiva che possa far decollare il mercato, l’industria è già avanti. Visori con la realtà aumentata, infatti, sono impiegati per migliorare e velocizzare i flussi di lavoro. Entrambi i campi di applicazione, poi, potrebbero subire un’accelerazione con la diffusione del 5G. L’aumento della velocità nella connettività mobile è fondamentale per aumentare la reattività degli smart glasses. Quando l’interazione tra offline e online sarà immediata, l’onlife diventerà realtà.

Pierluigi Grimaldi

Pierluigi Grimaldi

Giornalista professionista, social media strategist e formatore. Viene dal calcio ed è approdato alla tecnologia. Non tornerebbe mai indietro. Fondatore di OverPress Media, società attiva nel campo della consulenza digitale.

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