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Innovazione

Intelligenza artificiale e traduzioni: come la tecnologia semplifica il linguaggio

28 maggio 2018
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In questi ultimi anni gli investimenti dei cosiddetti giganti del web nel settore delle traduzioni automatiche sono stati enormi. Google, Microsoft, Facebook e Amazon sono solo alcuni dei maggiori investitori e i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti. La qualità delle traduzioni automatiche, infatti, continua ad aumentare. A rendere possibile questi progressi è stato lo sviluppo di un nuovo sistema di traduzione basato sulle cosiddette reti neurali. Ma di cosa si tratta esattamente?

Traduzione intelligente

Era il 26 settembre 2016 quando Google Brain, il gruppo di ricerca sulle applicazioni di intelligenza artificiale di Google, annunciò di aver ideato un nuovo metodo di traduzione: una tecnologia informatica capace di emulare il funzionamento delle reti neuronali del nostro sistema nervoso e del cervello. Fino a quel momento i sistemi informatici traducevano una frase alla volta assemblando i dati in base a criteri statistici e di frequenza. Il nuovo metodo ha permesso invece una traduzione diversa, basata su una tecnologia capace di acquisire ”esperienza”. I sistemi neurali imparano cioè proprio come facciamo noi dagli errori. In questo caso grazie alle segnalazioni degli utenti. Non solo. Le frasi non sono tradotte una alla volta, ma tutte insieme: il traduttore automatico è in grado quindi di valutare la traduzione più efficace in base al contesto, comprendendo meglio la punteggiature, gli incisi e le subordinate. Il risultato sono traduzioni molto più precise, con un numero di errori minore.

Più piattaforme

Il sistema neuronale è esportabile su più piattaforme: sono nate così app di traduzione automatica, siti che traducono testi e anche auricolari che traducono in maniera quasi istantanea quello che dice l’interlocutore. Queste cuffie senza fili potrebbero essere la tecnologia del futuro: collegate agli smartphone, sono infatti in grado anche di suggerire le parole utili a rispondere adeguatamente. Google è uno dei maggiori investitori in questa tecnologia e ha da poco lanciato sul mercato gli auricolari Google Pixel buds (non ancora disponibili in Italia). Se hai una conversazione con una persona di un’altra nazionalità, le cuffie traducono in maniera quasi istantanea le parole del tuo interlocutore nella tua lingua e quelle pronunciate da te nella sua.

Traduttori, addio?

L’automatizzazione della traduzione renderà superflui i traduttori? Difficile dirlo. Quel che è certo è che finora i risultati delle traduzioni, seppur sensibilmente migliorate, non hanno ancora raggiunto standard di qualità eccellenti. Il lavoro dei traduttori in carne e ossa rimane quindi ancora imprescindibile. E probabilmente lo sarà anche in futuro: secondo gli esperti, sarà però destinato ad affiancare e implementare il lavoro sempre più sofisticato delle macchine.

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