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Mobilità: com’è la situazione italiana sul car sharing

19 aprile 2018
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Cambia la mobilità urbana in Italia e uno dei protagonisti è il car sharing. I servizi di car sharing consentono agli automobilisti di condividere l’utilizzo delle macchine, prenotandole e pagando solo l’uso effettivo. Otto italiani su dieci conoscono questa modalità e oltre 1 milione di loro ha sottoscritto un abbonamento con uno o più servizi di car sharing.

I numeri del car sharing in Italia e in Europa

A fine 2016 in Italia, secondo una ricerca condotta da Aniasa (associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici) e dalla società di consulenza Bain & Company, la percentuale di utilizzo in abbonamento registrata è cresciuta del 70% rispetto al 2015 e le circa 6mila auto disponibili, sempre nello stesso anno, sono state noleggiate oltre 6,2 milioni di volte. Per capire quanto rapida è stata la crescita, è utile ricordare che i principali fornitori di auto condivise sono entrate nel mercato italiano a partire dal 2013.
In Europa, nel periodo dal 2014 al 2016, si è passati da 2,2 milioni di abbonati a 5,8 e, secondo Deloitte, nel prossimo biennio gli utenti saranno addirittura 15 milioni, con aumento del 300% in cinque anni.

In quali città spopolano le auto condivise

Le città in cui il car sharing è più utilizzato sono Roma e Milano, che rappresentano l’80% di chi fruisce di questi servizi. Subito dopo si posizionano Torino e Firenze. I principali fornitori di servizi di car sharing, nel complesso, sono una decina. Milano è la città dove la penetrazione del Car Sharing è maggiore, i suoi abbonati rappresentano circa il 40% del milione di abbonati totali sul territorio nazionale. La crescita degli iscritti al servizio è peraltro avvenuta negli stessi anni in cui è calata più decisamente la penetrazione delle automobili private che, nel capoluogo lombardo, sono diminuite di circa 100 mila unità rispetto al 2005.

Qual è l’utente tipo?

Di sicuro ad usare di più il car sharing è il pendolare di sesso maschile trenta/quarantenne. Solitamente utilizza l’auto condivisa per raggiungere l’ufficio (nel 55% dei casi è un dipendente) e sceglie non in base all’operatore, ma al veicolo più vicino. Si tratta di un utente ancora saltuario, quindi, che possiede almeno due o tre iscrizioni a diversi fornitori del servizio e che non ha particolari preferenze. Il 43% degli utilizzatori, peraltro, non si dichiara ancora pronto ad abbandonare la propria vettura e soltanto il 6% ne ha già venduta una, proprio passando al car sharing.

Ma il car sharing conviene?

Secondo lo studio i vantaggi economici ci sono rispetto alla proprietà dell’auto per percorrenze annue medio basse: ad esempio fino a 8.300 km per una vettura media. E poi possiamo parcheggiare gratuitamente, viaggiare nelle zone a traffico limitato e condividere le spese del viaggio con più persone. Insomma, a guadagnarci siamo noi e le nostre città. Una recente ricerca di AlixPartners prevede che la tendenza si consolidi, con un aumento di oltre il 30% dell’utilizzo di questi servizi per il 2017, anno per il quale non ci sono ancora dati definitivi. E poi? E poi arriveranno i robotaxi, auto che si guidano da sole e ci portano dove vogliamo. E no, non è fantascienza.

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