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Come nasce un campione di calcio

14 giugno 2018
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Secondo l’ultimo censimento della Federazione Italiana Gioco Calcio, quello del 2016, in Italia un cittadino su 56 è tesserato a livello di calcio dilettantistico e giovanile. Escludendo dirigenti e allenatori, i calciatori superano di qualche migliaio il milione. E tutti, molto probabilmente, hanno sognato di diventare professionisti.

Quali sono gli step per diventare calciatore professionista?

Non c’è una regola scritta, non c’è un iter definito da seguire per diventare un calciatore professionista. Sicuramente servono talento e tanta fortuna nell’incontrare le persone giuste al momento giusto. Dall’allenatore all’osservatore, passando per il talent scout e il procuratore: sono loro gli attori alle spalle del futuro campione.

La scuola calcio in Italia

Le società sportive che in Italia hanno una scuola calcio sono 2.916, per un totale di 52.267 squadre. Sì, perché la scuola calcio comprende diverse fasce d’età dai 6 ai 14 anni. In questa forbice ci sono quindi più squadre, ognuna corrispondente a un anno di nascita (ecco perché ci sono più squadre legate al settore giovanile rispetto alle società in sé).

Tendenzialmente è nella scuola calcio che il futuro calciatore professionista si forma, grazie all’aiuto dell’allenatore. Molte scuole calcio dilettantistiche hanno delle affiliazioni con le società professioniste. Si tratta di partnership territoriali: per esempio, il Milan è affiliato al Cbs, squadra torinese. Questo permette agli osservatori della società rossonera di avere un occhio anche sulla realtà giovanile del Piemonte, attraverso un continuo aggiornamento con i dirigenti del Cbs. Questi possono segnalare al Milan la presenza di un campioncino non solo nella loro squadra, ma anche nelle squadre che affrontano durante il torneo giovanile.

Ovviamente, i club professionistici hanno il loro settore giovanile e la loro scuola calcio. Sono tanti i calciatori che partono da lì e riescono ad arrivare all’esordio in Serie A senza mai cambiare maglia: un esempio è stato Paolo Maldini, capitano del Milan, l’unica squadra con cui ha giocato sin da bambino.

L’osservatore e il calcio di strada

Le varie società professioniste hanno una fitta rete di osservatori dedicata al settore giovanile. Queste figure vengono spedite su tutti i campi di calcio alla ricerca di futuri talenti. Spesso, però, il campioncino gioca nei parchi o in strada e quindi è più difficile scovarlo perché di fatto non è tesserato per una squadra di calcio giovanile.

Un esempio recente, in Italia, è quello di Domenico Berardi. L’attuale attaccante del Sassuolo, infatti, è stato scoperto da un osservatore del club emiliano durante una partita di calcetto amatoriale. Berardi, dalla Calabria, aveva preso un treno per fare visita al fratello, studente di Scienze Infermieristiche all’Università di Modena. Quella partita di calcetto è stata la fortuna dell’allora 15enne Domenico: da lì sono arrivati l’ingaggio con il Sassuolo, l’esordio nel professionismo e poi in Serie A, addirittura la convocazione in Nazionale.

Cosa fa un procuratore?

Una figura che negli ultimi anni è diventata importantissima per un calciatore è il procuratore. Si tratta di un agente che procura offerte, quindi ingaggi, al suo assistito. Nel mondo dei professionisti, il più conosciuto è sicuramente Mino Raiola: tra i suoi clienti ci sono Zlatan Ibrahimovic e Mario Balotelli. Tanti calciatori fanno a gara per entrare nella scuderia di Raiola, noto per riuscire a rimediare stipendi milionari per molti dei suoi clienti.

Negli ultimi anni, il procuratore ha invaso anche il settore giovanile. Il sogno di aspiranti calciatori è quello di poter diventare, un giorno, professionisti. La strada è tutta in salita, quindi alcuni scelgono di affidarsi al procuratore, sperando che possa agevolarne il percorso di crescita.

Un procuratore non valuta solo il numero di palleggi o il numero di gol di un giovane calciatore. Soprattutto nell’adolescenza, gli elementi da valutare sono diversi: la possibile crescita, le caratteristiche fisiche, tecniche, mentali e comportamentali, la forza di iniziare un percorso lontano da casa. Il lavoro del procuratore nel settore giovanile serve, attraverso la sua rete di conoscenze ben diversa da quella del genitore del calciatore, a entrare più facilmente in contatto con squadre professioniste. Di fatto, è un intermediario che propone un giocatore per un provino in una società importante. Al netto, ovviamente, del talento del ragazzo: nessun procuratore, per quanto bravo, può prescindere dalle qualità tecniche del suo cliente.

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