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Privacy: tutto quello che c’è da sapere sulle nuove norme europee

di Diletta Parlangeli - 24 maggio 2018
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Nelle ultime settimane chiunque sia iscritto a un social network, a una newsletter e altri servizi online ha ricevuto avvisi di aggiornamento dei termini d’uso da parte delle piattaforme.

Come mai? Perché il 25 maggio 2018 sarà applicabile il GDPR (General Data Protection Regulation), cioè il nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali, vale a dire delle informazioni che forniamo navigando. Da un lato, le aziende che le raccolgono avranno maggiore responsabilità – piccole imprese, giganti della tecnologia che operano in Europa, enti pubblici – e dall’altro, i cittadini saranno messi al centro con più strumenti per esercitare i propri diritti.

Per ragioni di sicurezza e di trasparenza, ogni persona avrà il diritto di sapere perché sono raccolti i suoi dati (“finalità”) e di che tipo sono (“categorie”: foto? Audio? Posizione? Numero di telefono? Email?). Dovrà poi sapere a chi verranno comunicati, specialmente se in un altro Paese.

Avrà diritto a una copia gratuita dei propri dati (per chi usa Instagram la funzione è appena stata introdotta).

In questo modo, alle aziende viene di fatto richiesta una mappatura del dato, perché dovranno essere pronte a rispondere su come, con che percorso e per quanto deterranno le informazioni che ci riguardano.

L’utente avrà anche diritto di chiedere il trasferimento dei propri dati personali da un titolare, a un altro; per esempio, un’altra azienda (“portabilità”). Le aziende invece, dovranno capire quando avvisare gli utenti in merito a possibili anomalie di gestione e conseguenti fughe di dati. Twitter ha recentemente chiesto a tutti di cambiare password a causa di una di queste anomalie.

Con il nuovo Regolamento viene istituzionalizzato il diritto all’oblio (“cancellazione”): una persona può, ad esempio, chiedere la rimozione di un link dai risultati dei motori di ricerca (deindicizzazione), se la notizia che lo riguarda non è più d’interesse pubblico.

Altra novità: i minori potranno dare il loro consenso al trattamento dei dati a partire dai 16 anni (alcune nazioni potrebbero optare per i 13), prima servirà l’autorizzazione dei genitori. Un esempio pratico: WhatsApp.

Glossario:

“Interessato”: persona fisica identificata o identificabile a cui si riferiscono i dati (ognuno di noi).

“Titolare”: chi decide il motivo e la modalità del trattamento delle informazioni. Da non confondere con gli “interessati” (noi).

“Responsabile”: chi elabora i dati per conto del titolare e si assicura che tutto si svolga nel rispetto del Regolamento e dell’interessato (sempre noi).

Diletta Parlangeli

Diletta Parlangeli

Giornalista professionista, scrive di tecnologia e spettacoli. Collabora con diverse testate come Wired Italia e La Stampa. Ha condotto Kudos, programma televisivo di Rai 4.

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