Quanto realmente guadagnano i dipendenti con il Welfare aziendale - Semplice come
Quanto realmente guadagnano i dipendenti con il Welfare aziendale

Precedente

Come trovare il vaccino antinfluenzale?

Successivo

Quanto deve durare l’isolamento da Covid?

Società

Quanto realmente guadagnano i dipendenti con il Welfare aziendale

di Andrea Dili - 9 Dicembre 2020

Il Welfare aziendale consente ai lavoratori dipendenti di accedere a una pluralità di beni e servizi a condizioni più vantaggiose di quelle che normalmente potrebbero ottenere acquistandoli sul mercato. È questa la ragione del rapido successo di un modello che in Italia viene adottato, come certificato dal Rapporto Welfare Index PMI 2020, da un numero sempre maggiore di imprese.

Che cos’è il Welfare aziendale?

Si tratta di una serie di strumenti volti a incrementare il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie, attraverso l’erogazione di benefit che coprono molteplici esigenze, direttamente o indirettamente connesse al rapporto di lavoro, quali l’assistenza sanitaria, la non autosufficienza, la previdenza integrativa, la conciliazione vita-lavoro, la formazione, l’istruzione dei figli, il tempo libero. Esigenze concretamente soddisfatte offrendo direttamente o rimborsando le spese relative a servizi sanitari, di trasporto, asili nido, vacanze, libri di testo, borse di studio, ecc…

Le agevolazioni fiscali per i lavoratori

Se è vero che già oggi il Welfare aziendale contribuisce ad accrescere la qualità della vita dei lavoratori, è evidente come il boom dell’utilizzo di tali strumenti sia correlato ai particolari vantaggi fiscali ad essi attribuiti, vantaggi particolarmente rafforzati dalle leggi di bilancio 2016, 2017 e 2018 e che si sostanziano in una defiscalizzazione del beneficio ricevuto.

Mentre le retribuzioni percepite dai lavoratori, infatti, scontano imposte e contributi previdenziali, i servizi percepiti sotto forma di Welfare aziendale ne sono esenti. A questo si aggiunge un ulteriore vantaggio: spesso, infatti, il dipendente può accedere ai suddetti servizi a condizioni esclusive.

I premi di risultato

Un esempio lampante di tale convenienza è dato dai cosiddetti premi di risultato, che possono essere erogati ai dipendenti secondo due diverse modalità:

●      in busta paga, dove saranno sottoposti a una imposta sostitutiva del 10% e alla relativa ritenuta previdenziale (9,19%);

●      in servizi di Welfare aziendale, esenti da imposte e contributi.

Con la conseguenza che, a parità di valore lordo, nel secondo caso si beneficerà di un netto maggiore rispetto al primo.

I vantaggi per i datori di lavoro

Anche per i datori di lavoro l’adozione di politiche di welfare aziendale comporta indiscutibili vantaggi: gli oneri volontariamente sostenuti per tali azioni, infatti, sono deducibili nel limite del 5 per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente. Senza contare, ed è probabilmente l’aspetto più rilevante, gli effetti sulle performances aziendali. I dati contenuti nel Rapporto Welfare Index PMI 2020, infatti, evidenziano come le imprese che investono di più in Welfare aziendale raggiungono risultati migliori in termini di produttività e occupazione. Il nuovo modello di analisi dell’impatto delle azioni di welfare sui bilanci di 3 mila PMI, svolto per la prima volta quest’anno in collaborazione con Cerved, attesta che negli ultimi due anni le imprese più attive nel welfare registrano il maggiore aumento di produttività (+6% vs media +2,1%) e di occupazione (+11,5% vs media +7,5%).

Le condizioni

Ovviamente per avere diritto ai benefici fiscali descritti è necessario rispettare le condizioni previste dalla legge, prima tra tutte quella che non consente erogazioni ad personam: le politiche di Welfare aziendale, infatti, devono essere rivolte alla generalità dei dipendenti o a specifiche categorie. Tali misure, inoltre, devono essere regolamentate da contratti territoriali o aziendali ovvero da un piano di Welfare aziendale.

I vantaggi per la collettività

Infine, va considerato che il Welfare aziendale, attraverso l’erogazione di servizi e coperture per il benessere e la salute dei lavoratori, svolge un ruolo ausiliario del sistema di welfare pubblico, riducendo i corrispondenti costi per la collettività. Ci sono molti esempi di iniziative aziendali che lo dimostrano: dal poliambulatorio con servizio infermieristico e specialistico a disposizione dei dipendenti e delle loro famiglie agli orari flessibili per le mamme e i papà all’asilo nido aperto al territorio fino al sostegno alla formazione dei figli dei dipendenti. 

Poco tempo per leggere? Ascolta il vodcast!

Andrea Dili

Andrea Dili

Andrea Dili è dottore commercialista con studio in Roma e presidente di Confprofessioni Lazio. Insegna in master postuniversitari presso l’Università di Roma Tre. È autore di testi e articoli su temi economici, fiscali e societari.

<img src="https://semplicecome.it/wp-content/themes/generali-semplice-come-child/assets/images/mail.svg"/>Iscriviti alla newsletter
Loading