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Società

Smart working: il lavoro da casa, una realtà in crescita costante

26 gennaio 2018
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Lo smart working consiste nella possibilità di lavorare da casa. Ha preso piede in tutto il mondo dopo il 2000, con internet e la diffusione del wifi; in Italia è stato istituzionalizzato lo scorso maggio con la legge n.87/2017.

Ma che cos’è lo smart working?

È una tipologia di lavoro flessibile che non prevede vincoli precisi di luogo o orario, anche se il dipendente è comunque tenuto a presentarsi in ufficio per un numero di ore concordate.
Lo smart working è pensato per professionisti, impiegati o manager, e si fonda sulle nuove tecnologie, che consentono di svolgere il proprio lavoro anche per mezzo di tablet e smartphone. Non è un nuovo contratto ma una modalità di lavoro subordinato stabilita tra l’azienda e il dipendente. Per esempio, i liberi professionisti non possono considerarsi smart worker.

Più fiducia tra lavoratori e azienda

Lo smart working favorisce la conciliazione tra vita professionale e vita privata, rafforzando il rapporto di fiducia tra l’azienda e i propri dipendenti.

Oggi, secondo una ricerca dell’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano gli smart worker italiani sono 305.000, circa il 7 % del totale di impiegati, quadri e dirigenti.

Un premio per le aziende smart

Sono molte le grandi aziende italiane che da tempo applicano lo smart working. Dal 2012 l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano premia ogni anno le organizzazioni che hanno realizzato progetti per favorire il lavoro agile. Da un lato l’obiettivo del riconoscimento è quello di incentivare lo smart working, dall’altro quello di condividere esperienze di eccellenza che possano essere da esempio per le altre realtà.

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