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3 cose che il 2020 ci ha fatto scoprire sulla scuola

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Società

3 cose che il 2020 ci ha fatto scoprire sulla scuola

20 Gennaio 2021

Ad alto tasso tecnologico, ma in presenza; attenta ai bisogni della società e in costante contatto con le famiglie, anche per sfruttare al meglio le potenzialità della didattica digitale. Le bambine e i bambini italiani hanno le idee chiare su come dev’essere la scuola del futuro, al termine di un anno in cui, più che mai, anche i giovanissimi della generazione Alpha hanno avuto modo di riflettere su come stia cambiando uno dei luoghi fondamentali della loro formazione. 

Riflessioni che sono state ascoltate e raccolte nell’ambito dell’Osservatorio Ora di Futuro 2020, facendoci scoprire non solo dove andrà la scuola, ma permettendoci anche di conoscere più da vicino i desideri e le ambizioni dei più giovani.

1. Una scuola in presenza, tecnologica e laboratoriale

Dall’analisi di duemila elaborati di studenti delle elementari emerge soprattutto una cosa: i bambini e le bambine desiderano una scuola che sia sì tecnologica e ricca di laboratori, ma che torni il prima possibile a essere in presenza. Perché la scuola è prima di tutto un luogo in cui si impara anche grazie all’interazione sociale

“La socializzazione è fondamentale per i bambini”, spiega il pedagogista Roberto Benes, coordinatore nazionale di Ora di Futuro. “E infatti in molti elaborati emerge con forza il desiderio e la consapevolezza di quanto sia importante stare insieme. I bambini hanno mostrato un approccio più maturo nei confronti delle tecnologie della comunicazione, che hanno permesso loro di restare in contatto. C’è consapevolezza dei rischi di questi strumenti, ma non viene più vista come una barriera”.

Da veri nativi digitali, i bambini e le bambine di oggi hanno una precoce consapevolezza sia dei vantaggi del digitale, che ha permesso di restare in contatto tra di loro e con la scuola durante il lockdown, che dei suoi limiti: la didattica a distanza non potrà mai sostituire il rapporto tra compagni di classe e docenti. La scuola del futuro dovrà quindi integrare il digitale senza rinunciare alla socialità e ai rapporti faccia a faccia.

2. I rapporto tra scuola e famiglia è importante per una didattica digitale efficace

I vantaggi di portare il digitale nella scuola tradizionale sono però numerosi ed evidenziati dagli stessi alunni. Secondo il 90% dei bambini interpellati, la piattaforma digitale Ora di Futuro, utilizzata da 80mila alunni nei due anni di progetto, ha permesso loro di aumentare le proprie skill (dal pensiero critico e creativo alla capacità di prendere decisioni), mentre il 93% degli insegnanti ha dichiarato di volerla utilizzare anche al di fuori del progetto. 

Non solo: dall’analisi emerge come una didattica digitale efficace possa contribuire a migliorare i rapporti tra scuola e famiglia. Lo ha infatti segnalato la metà dei docenti che ha utilizzato la piattaforma di Ora di Futuro, che è si è dimostrata di grande utilità anche per i bambini affetti da DSA, permettendo loro di migliorare i risultati e di interagire meglio con gli altri studenti. 

“Questi sono strumenti che possono davvero cambiare la vita dei ragazzi e dei bambini, soprattutto di quelli che partono da condizioni di minor vantaggio”, ha spiegato Mario Calderini, docente di Social Innovation al Politecnico di Milano, che ha analizzato l’impatto sociale del progetto attraverso il lavoro del centro di ricerca Tiresia. “La piattaforma utilizzata ha consentito di instaurare delle ottime relazioni con le famiglie e con i ragazzi. Una piattaforma digitale come quella di Ora di Futuro ha un ruolo importante anche nel migliorare il dialogo tra scuola e famiglia. E in una fase come quella che stiamo affrontando, questo è un elemento cruciale”. 

3. Ascolto, supporto e confronto per superare il senso di solitudine e isolamento nelle famiglie

Ma è nel momento in cui la scuola si fa sempre più digitale, e in cui il ruolo delle famiglie diventa più importante, che bisogna prestare attenzione e supporto alle famiglie fragili, attraverso la scuola. Proprio per questo, Ora di Futuro ha fornito alle scuole e alle Onlus con cui collabora oltre mille tablet, aiutando nella didattica a distanza i ragazzi e le ragazze in difficoltà e permettendo anche di mantenere in vita i rapporti con le Onlus che supportano e aiutano le loro famiglie.

La Fondazione The Human Safety Net ha analizzato l’impatto del progetto nei 16 Centri “Ora di Futuro” per famiglie con bambini da 0 a 6 anni in tutta Italia e ha infatti mostrato come anche da remoto si possa garantire alle famiglie più fragili la continuità educativa e il supporto familiare attraverso il supporto psicologico durante l’emergenza sanitaria e nel post emergenza – ma anche con il supporto socio-educativo a favore della genitorialità, per aumentare la percezione del ruolo di genitori dando loro la possibilità di apprendere buone pratiche per lo sviluppo. “È proprio questo il valore alla base del concetto di ‘net’, di rete”, ha spiegato Emma Ursich, segretario generale di THSN. “Grazie a una presenza diffusa abbiamo potuto intercettare rapidamente quelli che erano i bisogni e riflettere insieme su come raggiungere le persone tramite il digitale, creando qualcosa che potesse rimanere nel futuro”.

Dalle suggestioni raccolte direttamente dai bambini alle esperienze di chi ha toccato con mano le necessità emerse all’interno delle famiglie, diventa sempre più chiaro come alunni, genitori ed educatori immaginino la scuola del futuro: digitale e tecnologica, senz’altro, ma soprattutto attenta alla società e in grado di assicurarsi che nessuno resti indietro. 

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