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Come imparare a riconoscere e valorizzare il proprio talento

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Come imparare a riconoscere e valorizzare il proprio talento

21 Ottobre 2019
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“Avere talento” è un grande dono, ma non è sempre semplice capire come valorizzarlo, come dargli voce. Ne abbiamo parlato con uno degli artisti italiani più conosciuti e amati nel mondo: Andrea Bocelli. Bocelli ci ha raccontato che il talento non è solo una risorsa individuale, ma qualcosa che fa bene a tutta la comunità. Ecco i suoi consigli.

Come descriverebbe il talento?

Un dono, qualcosa che non si impara e che viene dal cielo: forse, la parte del nostro essere che al cielo più si avvicina… Penso al talento come alla chiave segreta che può motivare una vita, restituendole senso e pienezza. Ogni talento non può che portare bellezza e bene al mondo, a meno che l’uomo non decida di suo libero arbitrio di fare un uso improprio di ciò che ha avuto in dono, proprio perché ha ricevuto la libertà come primo e più prezioso tra tutti i doni. 

Esiste un modo per capire se si ha del talento? 

Più che investigare “se” sarebbe maggiormente corretto chiedersi “quale”. Ciascuno di noi ne ha almeno uno, peculiare. La difficoltà è riconoscerlo e dunque capire “ciò per cui si è fatti”. E ancora più impegnativo è assumersene la responsabilità, con serietà, con sacrifici quando necessari, con ostinazione. Un talento sprecato è sempre la più triste delle opzioni, per la persona ma anche per la comunità cui appartiene. Quindi: onore ed onere di ciascuno è saper individuare il proprio talento e poi cercare, lungo l’intera vita, di coltivarlo al meglio. La scuola, e dunque l’educazione, penso sia in assoluto la strada privilegiata per riconoscerlo e individuare quale sia la strategia da percorrere per coltivarlo.

Cosa consiglierebbe a chi pensa di essere bravo in qualcosa – nel canto, ad esempio- ma non sa da che parte cominciare?

Sicuramente non restando in attesa che siano gli altri a scoprire o magnificare le nostre potenzialità e ad indicarci la strada migliore per farle fiorire. Sono un fautore del “fare”: mai piangersi addosso, mai essere passivi… È indispensabile tradurre le proprie aspirazioni nella concretezza delle azioni. Individuato il proprio talento, consiglierei di mettersi in gioco con disciplina e caparbietà, credendo nelle proprie potenzialità, non dandosi per vinti e perseguendo i propri obiettivi con umiltà, determinazione e franchezza d’intenti. L’equilibrio che caldeggio può apparire complesso e generico (perché ogni storia, ogni carriera segue un iter che non si può certo programmare a tavolino). Ma è la vita stessa ad essere meravigliosa e complessa, ed a chiedere ottimismo, fiducia nelle proprie passioni, ma anche una grande severità nei confronti di se stessi. 

Chi ritiene di essere dotato nell’arte del canto dovrebbe prima di tutto trovare una base di riscontro in chi l’ascolta. Dovrebbe poi cercarsi un buon maestro, perché l’insegnamento è anch’esso un’arte ed una vocazione, un’attività di grandissima responsabilità.     

Il talento è fondamentale? O con lo studio e il lavoro si possono comunque ottenere risultati eccellenti?

Per un artista il possedere un talento specifico temo sia conditio sine qua non. Ma certo non basta ad innescare risultati vincenti. Altrettanto importante sarà la determinazione posta nello studio e la capacità di fare dei sacrifici. Attenzione però, l’accezione di “talento” può essere molto ampia e sfaccettata… Ed è un talento straordinario anche quell’approccio esistenziale che tiene sempre conto come, più che fare ciò che si ama, sia importante amare ciò che si fa.

Non solo nel canto, ma in qualsiasi arte e mestiere, ciò che si produce e si trasmette è la somma del proprio vissuto. Quindi è essenziale essere più in pace possibile con la propria coscienza, ed appassionarsi alla vita… Sognare e poi adoperarsi sempre per tradurre in azioni i propri sogni, coltivando la vera bellezza, che – come non mi stanco di dire – è intrinsecamente connessa al bene. D’altronde, “la bellezza salverà il mondo”, diceva qualcuno ben più accreditato di me! 

Ribadisco, il talento è fortemente connesso alla bellezza ed al bene nostro e delle generazioni a venire. Non a caso la mission della fondazione che porta il mio nome (ABF) recita: Empowering people and communities. In altre parole, ci adoperiamo, nei limiti dei nostri mezzi, per far sì che venga offerta a ciascuno la possibilità di esprimersi al meglio delle proprie capacità, in modo tale che vengano create opportunità di crescita e, appunto, di valorizzazione del talento. 

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