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Società

Lavoro: ecco perché migliorare gli spazi fa bene alle aziende e ai dipendenti

di Gianluca Perin - 10 ottobre 2018
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Il lavoro occupa una parte fondamentale nella vita di molti. Pensiamo al tempo e alle energie che gli vengono dedicate: appare subito chiaro come un ambiente di lavoro bello e gratificante possa incidere in maniera positiva sull’umore di chi lavora e, perché no, anche sul modo in cui viene percepita l’azienda.

Il mondo del lavoro è in continua trasformazione

A questo si aggiunge il fatto che il mondo del lavoro sta attraversando cambiamenti strutturali importanti. Ad esempio, una delle richieste più frequenti di chi si reca ogni giorno in ufficio è quella di conciliare meglio vita professionale e vita privata.

Molte aziende hanno risposto a questa esigenza. Secondo recenti rilevazioni dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il trend del lavoro da remoto è in significativa crescita: il 36% delle aziende ha già avviato progetti strutturati che vanno in questa direzione e una azienda su due ha intrapreso o sta per intraprendere un piano di smart working.

L’esigenza di creare spazi esteticamente belli e innovativi e il bisogno stare al passo con un mondo del lavoro dove le tecnologie mobile sono sempre più rilevanti, hanno portato le aziende più innovative a un ripensamento degli spazi fisici. Molte di loro da tempo sono impegnate a rendere i propri spazi sempre più moderni, smart e soprattutto funzionali alle esigenze dei dipendenti.

Ma come cambiano, quindi, gli uffici?

Gli spazi all’interno delle aziende non sono più dei luoghi concepiti solo per lo svolgimento delle normali mansioni quotidiane, ma diventano delle vere e proprie “piattaforme abilitanti” di relazioni, condivisione e creatività.

Sta venendo meno anche il concetto di “scrivania individuale”. Negli uffici smart ogni giorno chi entra in ufficio sceglie dove sedersi, al fianco di chi vuole, libero di poter usufruire in base ai propri bisogni delle postazioni libere o di aree organizzate per le diverse funzioni. Sempre più aziende hanno infatti degli open space con isole dotate di diverse postazioni da condividere con i colleghi in base alle esigenze.

Gli uffici tradizionali lasciano così il posto a spazi non più assegnati individualmente, ma sempre più condivisi: meeting room, luoghi di incontro, scambio e confronto. Mentre le sale riunioni vengono dotate delle tecnologie più avanzate che permettono e favoriscono il lavoro a distanza. Il tutto all’insegna del dinamismo e dell’autogestione responsabile.

A chi fa bene l’ufficio smart

Il perché di questo nuovo approccio è chiaro: a creare valore oggi è la capacità di lavorare in squadra con i colleghi raggiungendo gli obiettivi. E incrociare competenze anche in modo informale è estremamente funzionale allo scopo.

A sentire i dipendenti, la formula funziona: c’è una diminuzione dello stress e si registrano performance migliori e più creative grazie ai maggiori stimoli e agli input esterni. Spesso la produttività, infatti, non è più calcolata in base al tempo trascorso in ufficio, ma sugli obiettivi raggiunti. Esistono maggiori libertà e flessibilità rispetto al passato, ma anche più responsabilità individuali perché ognuno è chiamato ad amministrare il proprio tempo e la propria presenza in ufficio in modo sempre più autonomo.

Qualsiasi azienda può essere riconfigurata come uno smart place?

In linea teorica sì. Nella pratica, però, è più semplice e soprattutto più economico creare da zero spazi di questo tipo piuttosto che adattare palazzi, magari storici, alle nuove necessità.

Così hanno fatto molte delle aziende più innovative del Paese: Generali, per citare quella che conosco meglio, ha inaugurato nella zona della ex Fiera di Milano, a CityLife, la cosiddetta torre Hadid: un grattacielo al cui interno i dipendenti lavorano in spazi completamente nuovi e pensati proprio per rispondere a quello che gli addetti ai lavori ormai chiamano il new way of working.

 

Gianluca Perin

Gianluca Perin

Giovanni Luca Perin è Chief HR & Organization Officer di Generali Italia dal giugno 2013. Alla sua funzione rispondono tutte le direzioni del Personale della Country Italia a cui si è aggiunta, dal 2016, quella di Assicurazioni Generali funzione di  holding. Inoltre è Consigliere Delegato di Generali Business Solutions e Consigliere di Amministrazione di Agricola San Giorgio e Genagricola. Dopo la laurea in Economia Aziendale all’Università Commerciale “L. Bocconi” nel 1991, ha ricoperto diversi ruoli nell’area Risorse Umane e Organizzazione del Gruppo RCS, ultimo dei quali Direttore Risorse Umane e Organizzazione di RCS (2001- 2003). È stato poi HR Director Magazine and Advertising Division per Mondadori Spa (2003/2010), Direttore Personale e Organizzazione di Gruppo del Sole 24 ore (2010/2012), Direttore del Personale di AlleanzaToro (2012/2013).

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