Marc Chagall: la vita e l'arte del pittore in 5 tappe - Semplice Come
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Marc Chagall: la vita in 5 tappe

di Emilia Giorgi - 28 Febbraio 2019
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Marc Chagall: “Partecipando a quell’irripetibile rivoluzione tecnica dell’arte in Francia, ritornavo con il pensiero, per così dire, all’anima del mio Paese. Ho portato i miei soggetti dalla Russia: la materia e Parigi hanno dato loro luce e forma.”

Uomo russo, artista parigino

Marc Chagall, al secolo Mark Zacharovič Šagal, si trasferisce a Parigi nel 1910, a La Ruche, un immobile popolare nei pressi di Montparnasse. Lì vivevano i più grandi artisti dell’inizio del Novecento. Nato a Vitebsk, in Russia (oggi in Bielorussia), nel 1887, Chagall studia all’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo. È qui che si forma, qui che elabora la sua poetica, sempre ispirata alla vita popolare russa e alla tradizione e cultura ebraica a cui appartiene, come dimostrano le numerose opere dedicate alla Bibbia. In Russia tornerà più volte nel corso della sua vita. Come dal 1914 al 1922, periodo in cui sposa Bella Rosenfeld, soggetto ricorrente dei suoi dipinti. Qui prende parte alla Rivoluzione del 1917 e viene nominato Commissario dell’Arte per la sua regione di origine, dove fonda una scuola d’arte e un museo. Chagall si trasferisce definitivamente a Parigi nel 1923, e diventa cittadino francese nel 1937.

Il matrimonio con Bella

Chagall incontra Bella nel 1909, quando lui ha vent’anni e lei sedici. Anche la ragazza è di Vitebsk e, come lui, proviene da una famiglia ebraica. I due di sposano sei anni dopo, nel 1915, e avranno una figlia, Ida. Bella, scrittrice con cui Chagall vive un rapporto simbiotico, è fonte di ispirazione perpetua, punto di avvio e protagonista di alcune delle sue opere più rilevanti. “Per anni il suo amore ha influenzato la mia pittura – ricorda Chagall – Bella scriveva come viveva, come amava, come accoglieva i suoi amici. Le sue parole, le sue frasi, sono una patina di colore sulla tela. Le cose comuni, le persone, i paesaggi, le feste ebraiche, i fiori, questo era il suo mondo, questi erano i suoi soggetti.”
Nel 1941 la famiglia Chagall si trasferisce negli Stati Uniti. Tre anni dopo Bella muore a causa di un’infezione virale. Chagall attraversa un periodo di depressione, da cui riesce a uscire grazie all’affetto della figlia Ida.
Più di dieci anni dopo, si risposa. La seconda moglie si chiama Valentina Brodsky.

Un artista indipendente

Sempre attento alle ricerche dell’avanguardia, Chagall prende ispirazione da Fauves, cubisti e surrealisti, restando però indipendente e legato a una personalissima visione poetica. Esprime la sua arte attraverso una complessa produzione: spazia dalla grafica alla pittura, dalla scultura alle grandi pitture murali e scenografie teatrali.
In ogni campo fa irruzione il paesaggio onirico, favoloso e ludico dell’artista, per rivelare la realtà psichica più profonda, attraverso cui si muovono in uno spazio impossibile come è quello dei sogni, figure, oggetti e piani scomposti in quella che Giulio Carlo Argan ha chiamato fabulazione visiva. Pensiamo alle mirabili illustrazioni delle Favole di La Fontaine o alle tavole dedicate alla Bibbia, commissionate dal celebre mercante Ambroise Vollard, alle magnifiche vetrate per la Cattedrale di Metz (1959-68) o per la Sinagoga dell’ospedale di Hadassah (1960) a Gerusalemme e agli affreschi per la Cupola dell’Opera Garnier di Parigi (1963-64).

I riconoscimenti

Nel 1965, in viene nominato dal Presidente della Repubblica francese Ufficiale della Legion d’Onore. A Nizza, nel 1973, inaugura il Musée National Message Biblique Marc Chagall che conserva più di 300 opere donate dall’artista.

Una vita di ricerche

Lungo l’intero arco della sua lunga vita – morirà a Saint-Paul-de-Vence il 28 marzo del 1985 all’età di 97 anni – Chagall coltiva costantemente quella straordinaria ricerca che lo porterà a sperimentare sempre nuove tecniche e strumenti, nel segno di colori brillanti, forme libere e paesaggi capaci di fondere figure umane e animali, sospesi tra realtà e immaginazione.

La mostra: dai sogni dell’infanzia all’amore per Bella

Il mondo onirico dell’artista russo, i suoi ricordi d’infanzia e la profondità dei sentimenti che lo hanno legato a Bella sono al centro della mostra “Chagall. Sogno d’amore”, organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia, in cui 150 opere provenienti da collezioni private saranno in scena alla Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli fino al 30 giugno.

La mostra è sostenuta da Generali Italia con il programma Valore Cultura.

Emilia Giorgi

Emilia Giorgi

Emilia Giorgi è storica dell’arte e curatrice di mostre di architettura contemporanea con un interesse particolare per la contaminazione tra diversi ambiti disciplinari. Ha lavorato a lungo con il Ministero per i beni culturali e per il museo MAXXI. Ha curato mostre e conferenze per istituzioni pubbliche e private come La Triennale di Milano, l’Istituto Centrale per la Grafica, la Fondazione VOLUME!, la galleria Campo e la Fondazione Pastificio Cerere di Roma, il Museo Marino Marini di Firenze, lo IUAV di Venezia. Ha curato la sezione "Cut and Paste" del Padiglione Italiano per la 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2015). Autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, è stata responsabile architettura per la rivista Artribune e collabora con le principali testate italiane, come Icon Design – Panorama, Domus, Abitare, La Repubblica, Il Manifesto. È membro del consiglio direttivo dell’INARCH Lazio.

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