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Monopattino elettrico: le regole per usarlo in sicurezza

17 Settembre 2019
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La loro fortuna è cominciata negli Stati Uniti dove hanno preso d’assalto tutte le maggiori città, ma dopo aver impiegato qualche anno ad attraversare l’oceano i monopattini elettrici stanno invadendo anche i centri urbani europei. Capire il perché non è difficile: agili, rapidi e facili da usare, questi mezzi possono arrivare nei meandri là dove mezzi pubblici e auto ingombranti non possono, accorciando drasticamente i tempi di uno spostamento a piedi e senza immettere CO2 nell’atmosfera, o almeno non direttamente. 

In modo simile a quanto avviene nel resto d’Europa però in Italia il loro successo è esploso prima dell’arrivo di una regolamentazione definitiva che ne normasse l’utilizzo, dando come risultato molta confusione tra i potenziali nuovi utenti. Ecco cosa c’è da sapere per chiunque voglia contare su uno di questi mezzi per sfrecciare tra le via della propria città.

Acquisto o noleggio?

Acquistare un monopattino elettrico può avere senso per chiunque percorra di frequente brevi tratti a piedi e abbia un posto dove riporre il dispositivo una volta giunto a destinazione. Un esempio ideale sono gli studenti e i pendolari che non possono arrivare a destinazione con i mezzi pubblici o il cui luogo da raggiungere è in un’area interdetta al traffico delle auto oppure semplicemente scomoda da raggiungere su quattro ruote. Gli altri troveranno probabilmente più comodo il noleggio, sempre a patto di trovare operatori attivi in città.

Cosa dice la legge

Il problema è che la circolazione in aree pubbliche di questo tipo di mezzi non è regolamentata ovunque, anzi nella maggior parte della città sarebbe da considerarsi vietata.

Il decreto che fissa le regole per la circolazione è infatti entrato in vigore il 27 luglio, ma stabilisce che a mettere in regola i monopattini elettrici all’interno del proprio territorio debbano essere i singoli comuni; per utilizzare i veicoli in modo legale occorrerà dunque aspettare che siano le amministrazioni locali a dare il proprio via libera in tal senso — come sta accadendo a Milano dove le società di sharing sono state invitate a interrompere temporaneamente le proprie operazioni.

Ogni comune avrà le sue zone

Posto che i monopattini elettrici non potranno comunque circolare al di fuori di aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, zone a 30 Km/h e strade con limite di velocità di 30 km/h. Le amministrazioni locali avranno inoltre facoltà di interdire la circolazione dei mezzi ovunque lo desiderino.

Questo vuol dire che se un comune sceglierà di permettere l’uso nelle piazze, un altro potrebbe decidere di mantenere i pedoni al riparo da eventuali sciami di monopattini impedendone l’uso in quelle più frequentate. L’inevitabile confusione che potrebbe attanagliare un visitatore alle prime armi col suo monopattino in una nuova città sarà risolta da un’apposita segnaletica che i comuni sono tenuti a installare nelle zone dove è prevista la circolazione dei monopattini elettrici. Di fatto anzi la segnaletica verticale si può considerare come il segnale inequivocabile che l’amministrazione in questione abbia deciso di mettere in regola l’uso di questi mezzi.

Le regole generali

In attesa dell’ora X (che per ciascun comune arriverà in momenti diversi) il decreto di poche settimane fa stabilisce già delle regole precise sulle caratteristiche dei mezzi classificabili come monopattini elettrici e sui comportamenti da adottare nel loro uso: i dispositivi dovranno avere un potenza massima di 500 watt e ospitare un limitatore di velocità per mantenerli entro i 20 chilometri orari, o entro i 6 nelle zone pedonali; dovranno inoltre disporre di un segnalatore acustico e di un set di luci che ne comprenda almeno una anteriore bianca e una posteriore rossa (o catarifrangente); i conducenti dovranno infine essere maggiorenni oppure essere forniti di patente AM, mentre di notte dovranno indossare giubbotto o bretelle riflettenti. Per i segway valgono regole simili a quelli valide per i monopattini, mentre per hoverboard e monowheel la velocità è limitata a 6 chilometri orari e le zone ammesse sono solo quelle pedonali.

Le regole di buonsenso

Alle norme di legge si aggiungono quelle di un utilizzo consapevole di un mezzo che può raggiungere una velocità decisamente elevata, soprattutto in relazione alla controparte classica. Viaggiare a 20 chilometri orari richiede riflessi decisamente più pronti rispetto a quelli che servono su un normale monopattino a spinta, e può provocare cadute e incidenti ben più gravi. Per questo è bene indossare sempre un elmetto protettivo nonostante la legge non lo preveda, ma soprattutto è bene fare estrema attenzione al traffico circostante: evitare di usare cuffie e auricolari è fondamentale, così come tenere a mente che il motore del dispositivo è del tutto silenzioso e rende impossibile agli altri utenti della strada rendersi conto del proprio passaggio utilizzando solamente l’udito.

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