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Come proteggere i minori dal cyberbullismo e dalla violenza

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Società

Come proteggere i minori dal cyberbullismo e dalla violenza

di Ilaria Antonini - 26 Gennaio 2021

“La rete, il luogo virtuale dove i ragazzi passano oggi moltissimo tempo, rappresenta certamente un’opportunità, ma è necessario comprenderla a fondo, soprattutto in un periodo di distanziamento sociale e di chiusura delle scuole e delle attività ricreative”. Dietro alle grandi opportunità offerte da Internet, dal web e dai social network, ci sono infatti dei rovesci della medaglia. Nelle ultime settimane abbiamo intervistato Ilaria Antonini, a capo del Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei Ministri e abbiamo trattato queste tematiche. Una in particolare va affrontata con particolare attenzione: il cyberbullismo.

Per iniziare cerchiamo di inquadrare questo fenomeno: come possiamo definire il cyberbullismo?

In Italia abbiamo una legge del 2017 a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Una legge unica in Europa che fornisce anche una definizione del fenomeno: “Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali a danno dei minorenni realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online con oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore, il cui scopo sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro ridicolizzazione”.

Ma il cyberbullismo è un reato?

Anche se non è sanzionato come condotta criminosa per sé penalmente rilevante, molti degli atti in cui il cyberbullismo si articola costituiscono reato: si pensi, per esempio, alla diffamazione o alla diffusione di contenuti che rappresentano un minorenne o un componente della sua famiglia con lo scopo di isolarlo, ridicolizzarlo o per compiere abusi ai suoi danni. Alcune condotte illecite che riguardano il cyberbullismo, come noto, hanno una connotazione sessuale. Quello della violenza sessuale ai danni delle persone di minore età è un fenomeno odioso, che colpisce e attacca, nella maniera più terribile, la dignità e le certezze di bambini, bambine, ragazzi e ragazze, in un periodo delicato come quello dell’infanzia e dell’adolescenza, in cui l’identità di ognuno è in costruzione. Le istituzioni, assieme alle associazioni e alle organizzazioni del terzo settore impegnate nel settore della tutela e della promozione dei diritti delle persone di minore età, devono perseguire l’obiettivo, innanzitutto, di lavorare per fare luce sul fenomeno, che purtroppo vede una rilevante componente di sommerso che, in quanto sconosciuto, è difficile da conoscere e comprendere e, di conseguenza, da sconfiggere. L’attenzione deve essere massima, da questo punto di vista, circa la necessità di un quadro uniforme di raccolta dati, che investa sia le forme “antiche” di violenza a sfondo sessuale ai danni delle persone di minore età, sia – soprattutto – quelle nuove, come quelle perpetrate online (si pensi, per esempio, al sexting e al revenge porn).

Come possono proteggersi i ragazzi?

La consapevolezza è fondamentale. Per consapevolizzare i ragazzi al corretto uso di Internet, il Dipartimento per le politiche della famiglia ha elaborato una nuova campagna di comunicazione rivolta direttamente ai ragazzi, attualmente in fase di lancio, intitolata: “Impara a proteggerti, naviga sicuro”. Puntiamo a sensibilizzare direttamente i giovani sui pericoli delle forme di violenza online, sia inflitta che subita, a causa delle distorsioni della rete, l’uso indiscriminato del social media e le relazioni disfunzionali che molti di loro vivono o possono vivere all’interno della rete.

Sempre per aumentare la consapevolezza verso il fenomeno della violenza, online e offline, ai danni dei minori, il 20 giugno 2020 ha avuto inizio la nuova campagna di comunicazione istituzionale del Dipartimento volta a diffondere una maggiore conoscenza del servizio di pubblica utilità “114 – Emergenza infanzia”. Il Servizio 114 del Dipartimento per le politiche della famiglia, gestito dal Telefono Azzurro, è lo strumento attraverso il quale è possibile segnalare situazioni di disagio o pericolo riguardanti l’infanzia e l’adolescenza. La campagna nasce con lo scopo di accrescere l’informazione sul servizio reso dal numero 114 e informare soprattutto i minori circa la possibilità di accedere al servizio stesso, gratuito e attivo 24 ore al giorno, e poter chiedere aiuto, o inviare una segnalazione, con facilità e in tempo reale. 

Che impatto ha avuto la pandemia e il distanziamento sociale in questo scenario?

Con l’emergenza Covid-19 è sorta l’esigenza di verificare l’esistenza di criticità nella protezione dei minori e la tenuta di alcuni servizi, al fine di individuare azioni specifiche per la tutela dei minori da abusi e maltrattamenti. L’8 aprile 2020 si è tenuta la prima riunione plenaria dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, cui hanno partecipato oltre 60 rappresentanti delle amministrazioni dello Stato e della società civile. In questa occasione, è stato ribadito come sia necessario prestare attenzione al tema della violenza, in quanto l’isolamento può contribuire a far degenerare situazioni già precedentemente compromesse. Proprio l’isolamento del nucleo familiare costituisce elemento di forte criticità, soprattutto a fronte di situazioni di pregresso conflitto genitoriale, che spesso sfocia in episodi di violenza diretta o assistita. 

Per quanto riguarda i dati statistici, grazie a un report del Servizio 114 – Emergenza Infanzia relativo al periodo febbraio-marzo 2020, si è potuto rilevare come le segnalazioni siano diminuite rispetto al 2019 (143 casi gestiti, rispetto ai 158 dell’anno precedente). Va però considerato che la convivenza forzata e continuativa tra adulti e bambini/ragazzi può rendere più difficoltoso l’accesso alla richiesta di aiuto. Un altro aspetto rilevato è come siano aumentati casi di disagio psichico dei minori. Nel periodo 1 marzo – 30 giugno, i dati del servizio 114 relativi mostrano 579 casi gestiti di minori coinvolti (con una media di circa 145 casi al mese e circa 5 casi al giorno). 

Cosa dobbiamo fare per migliorare la lotta a questo fenomeno?

Consolidare un sistema di risposta, che vede istituzioni e organizzazioni della società civile operare assieme, è imprescindibile per sconfiggere il fenomeno della violenza ai danni delle persone di minore età, e in particolare quella a sfondo sessuale perpetrata online. Di ottimo auspicio è la nuova nomina dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza avvenuta lo scorso 13 novembre. Le istituzioni, in sinergia con tutti gli attori competenti, devono costruire consapevolezza intorno al fenomeno odioso della violenza sessuale ai danni delle persone di minore età, consentendo la messa in opera di conseguenti azioni coordinate, efficaci e consapevoli, dando voce alle ragazze e ai ragazzi stessi. Agendo per loro, insieme a loro.

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Ilaria Antonini

Ilaria Antonini

Capo del Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Capo del Dipartimento cura l'organizzazione e il funzionamento del Dipartimento e risponde della sua attività e dei risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi fissati dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro o Sottosegretario delegato alle politiche per la famiglia; coordina le relazioni tra gli uffici di livello dirigenziale generale e assicura il corretto ed efficiente raccordo tra i predetti uffici e quelli di diretta collaborazione dell'autorità politica; fornisce il necessario supporto all'autorità politica nell'esercizio delle funzioni concernenti i rapporti con gli organi dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa, con le organizzazioni internazionali, con i Paesi europei ed extraeuropei, in materia di politiche per la famiglia.

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