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Come scegliere la bicicletta giusta

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Come scegliere la bicicletta giusta

di Marco Mazzei - 2 Maggio 2019
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È primavera, è arrivato il momento di scendere in cantina, tirare fuori la bicicletta e iniziare a usarla. Già, ma quale bicicletta? Le bici sono sempre belle e quando sono nuove addirittura bellissime, le compreremmo tutte! Per scegliere quella giusta, però, dobbiamo pensare a che cosa vogliamo fare, a quale tipo di ciclista siamo o vogliamo diventare.
Teniamo sempre in mente che l’estetica è fondamentale, quindi la bici ci deve piacere. Ma la comodità è imprescindibile: se il mezzo non sarà comodo semplicemente non lo useremo. Quindi il segreto è trovare il giusto equilibrio tra il momento del “wow – che bella” e il momento della valutazione razionale.

I diversi tipi di ciclista

Dunque, dicevamo, che ciclista siamo o vogliamo essere. Qui qualche ipotesi:

Ciclista della domenica: usiamo la bici solo nel fine settimana per fare qualche giretto, sostanzialmente urbano nei parchi e nell’hinterland;

Ciclista della domenica con vocazione sportiva: siamo quelli che si vestono di tutto punto e pedalano fino all’ora di pranzo senza sapere nemmeno esattamente dove e come. Insomma ci interessa il lato sportivo della bici;

Ciclista urbano: usiamo la bici prevalentemente in città (poi si tratta di capire anche il tipo di città sia dal punto di vista del traffico sia da quello delle caratteristiche);

Pendolare: usiamo la bicicletta per piccoli tratti di connessione tra altri mezzi (treni, trasporto pubblico locale);

Pendolare che non può usare abbigliamento tecnico: usiamo la bici in giacca e cravatta o tailleur;

Potenziale viaggiatore: abbiamo voglia di provare il cicloturismo;

Siamo indecisi!

Siamo partiti dalle esigenze e non dalle tipologie (da corsa, da città, mountain bike, pieghevoli, eccetera) perché molte di queste categorie possono essere intrecciate tra loro. Quindi, più che pensare alla tipologia, concentriamoci sui modi d’uso.

Ciclista della domenica: soprattutto in città e nei parchi       

Se siamo un ciclista della domenica, usiamo la bici ogni tanto in città e facciamo qualche giretto durante le feste, ci dobbiamo orientare verso una bicicletta da città. Sono bici soprattutto comode, si pedala stando diritti, hanno cestini o portapacchi anteriori o posteriori, ci si può montare facilmente un seggiolino per i bambini. Le city bike – o urban bike – di nuova generazione sono adatte a molti terreni, con ruote abbastanza larghe per gestire sia le pavimentazioni urbane sia un po’ di sterrato. Queste bici possono diventare facilmente dei jolly per l’uso urbano ed extraurbano, un buon punto di partenza per possibili evoluzioni.

Vocazione sportiva

Se siamo un ciclista della domenica con ambizioni da pedalatore, la scelta è semplice: abbiamo bisogno di una bici da corsa. Scegliamo serenamente l’acciaio, montiamo un cambio con molte velocità così possiamo affrontare anche qualche salita senza timore, cerchiamo magari un modello che ci permetta di ospitare gomme larghe fino ad almeno 28 mm così possiamo essere più comodi senza sacrificare troppo le prestazioni.

Ciclisti urbani

Per i ciclisti metropolitani che usano regolarmente la bici il primo elemento da considerare è il contesto urbano: vivere in città con molte o moltissime salite (come Roma o Genova) impone scelte diverse da chi abita a Milano o a Ferrara. Se il contesto è sfidante servirà una bici con molte marce o addirittura assistita, nei casi estremi. Non troppo appariscente, visto che il tema dei furti va considerato (nel budget calcoliamo almeno 100 euro per un buon lucchetto, se due ancora meglio), con portapacchi, magari anche le borse laterali. Lo specchietto può essere una buona idea.

Pendolari

I pendolari non hanno tantissime scelte e per prima cosa devono capire dove pensano di lasciare la bicicletta: se hanno necessità di abbandonarla per molte ore o di notte in stazione bisogna orientarsi su una bici-da-palo, cioè così brutta da non invogliare al furto. È una scelta che però non ci farà mai apprezzare fino in fondo la mobilità ciclistica e ci esporrà a problemi di sicurezza: le bici brutte sono tendenzialmente anche poco sicure.

Considerare una pieghevole può essere una buona idea: ce ne sono di tutti i prezzi, viaggiano gratis sui treni e sui mezzi pubblici di molte città, ce le possiamo portare in casa e in ufficio e anche mettere in macchina, volendo. Ne esistono moltissimi tipi, ci sono negozi specializzati ai quali rivolgersi per un orientamento. Teniamo a mente che più che il peso conta la compattezza, quindi preferiamo un modello che si piega meglio a uno più leggero.

Eleganti

I pendolari con vincoli sull’abbigliamento hanno una sola scelta: le bici a pedalata assistita. Non si suda, ci si può vestire con il cappotto anche a luglio e fine del problema.

Viaggiatori

Il potenziale viaggiatore che è in noi fino a poco tempo fa aveva sostanzialmente due opzioni: le mountain bike per viaggi avventurosi oppure le bici da viaggio di ispirazione nord europea. Oggi c’è una terza via: le bici gravel. Il gravel è una pratica sportivo-escursionistica che prevede sostanzialmente di pedalare lungo l’argine dei fiumi. Non esclusivamente lì, ma il contesto di riferimento è quello: fango, strade sterrate, strade bianche, colline. Volendo semplificare, potremmo dire che le bici gravel sono una via di mezzo tra le bici da corsa e le mountain bike. Essenziali e sportive come le prime, comode quasi come le seconde. Sulle gravel si possono montare anche gomme molto larghe e quindi poi a seconda di come le configuriamo possono diventare anche bici da corsa o da cicloturismo.

Indecisi, c’è la soluzione

Questa estrema versatilità fa delle bici gravel la scelta perfetta anche per gli indecisi. Si tratta infatti di modelli perfetti per la città, con i quali si può affrontare tranquillamente la gita della domenica. Si possono usare anche per le gare, nessun problema in salita, sul fuoristrada sono di casa.

Le altre tipologie di bici

Accenniamo anche alle altre categorie: sulle mountain bike c’è poco da dire, sono modelli conosciuti, comodi anche in città. Con la diffusione dei modelli a pedalata assistita, sono il mezzo adatto per esplorare la montagna (attenzione: pedaliamo sempre con rispetto sui sentieri senza trasformarli in nuove autostrade). Le bici vintage stanno vivendo una seconda giovinezza grazie alla diffusione di eventi ciclostorici (il più famoso è L’Eroica in Toscana): sono modelli degli anni Settanta (anche prima), restaurati e lucidati. Molti di noi magari hanno in cantina una bici vintage: non consideriamola solo vecchia, sbaglieremmo. Con qualche modifica – alle gomme soprattutto – può diventare un mezzo elegante anche per gli spostamenti urbani. Infine, le cargo bike: bici da trasporto. Le usano i corrieri professionisti per le consegne, ma ci sono molti modelli anche per uso famigliare.

In ogni città italiana ci sono molti negozi di biciclette che non sono solo luoghi dove si vendono prodotti, ma veri e propri centri di passione e competenza: rivolgiamoci a loro per un consiglio e difficilmente resteremo delusi.
Buona bici!

Marco Mazzei

Marco Mazzei

Digital Strategist ed esperto di comunicazione. È stato responsabile della comunicazione del gruppo Mondadori per diversi anni. Si definisce Urban Cyclist: appassionato di biciclette, collabora da tempo con Massa marmocchi, un’associazione che si occupa di accompagnare a scuola i bambini in bicicletta. Nel 2016 si è candidato al Consiglio Comunale di Milano.

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