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Smart working, didattica a distanza, eventi virtuali: cosa abbiamo imparato durante il lockdown

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Smart working, didattica a distanza, eventi virtuali: cosa abbiamo imparato durante il lockdown

15 Giugno 2020
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Dallo smart working alla possibilità di digitalizzare sempre più eventi e conferenze, fino all’integrazione della didattica tradizionale con strumenti tecnologici e sempre più vicini alle sensibilità delle ragazze e dei ragazzi di oggi. Ci sono tante novità che sono entrate per necessità a far parte delle nostre vite durante il lockdown.

I vantaggi dello smart working

Nel giro di due mesi, il numero di italiani che pratica lo smart working è infatti decuplicato. Lo ha annunciato il Ministero del Lavoro, spiegando come nella fase più severa della quarantena fossero quasi due milioni gli italiani che avevano ricreato il loro ufficio in casa, contro i 200mila che già lo facevano abitualmente prima della pandemia.

Da alternativa sperimentale a nuova normalità: lo smart working è entrato all’improvviso nelle vite di milioni di italiani e difficilmente ne uscirà quando la situazione sarà tornata alla normalità. Il 56% di chi ha adottato questa modalità di lavoro è infatti soddisfatto e vuole continuare nella nuova pratica lavorativa anche dopo il termine dell’emergenza*.

Come già rilevato dal Rapporto Welfare Index PMI in passato, lo smart working è una di quelle iniziative di welfare aziendale che permette di aumentare la soddisfazione dei dipendenti. In questo nuovo contesto ha rappresentato una modalità di lavoro strettamente necessaria, ma in futuro potrebbe offrire vari vantaggi: la conciliazione di vita privata e lavoro, il minore stress dei costi relativi allo spostamento tra casa e sede di lavoro, migliorando di conseguenza notevolmente la produttività e l’efficienza.

Più digitale, meno traffico

Tra i vantaggi, non c’è solo la possibilità di coniugare meglio vita privata e lavorativa, ma anche quello di ridurre drasticamente il traffico metropolitano.

C’è però un traffico che, proprio a causa del lockdown, è invece notevolmente aumentato: il traffico dati, che secondo quanto specificato dall’ONU è in alcune situazioni anche triplicato rispetto al periodo precedente. La ragione, almeno durante le ore lavorative, è imputabile soprattutto all’utilizzo costante dei software di videoconferenze, che hanno sostituito non solo le normali riunioni di lavoro, ma anche buona parte degli eventi, convegni e conferenze nazionali o internazionali che ogni giorno vengono organizzate in ogni parte del mondo e che in questi mesi si sono tenute invece via streaming.

Questo è uno degli elementi più importanti per il futuro: torneremo a viaggiare per lavoro come un tempo o digitalizzeremo invece buona parte degli eventi professionali grazie ai programmi di videconferenze? Per avere un’idea dell’impatto che una soluzione di questo tipo potrebbe avere, basti sapere che ogni anno viaggiano in aereo circa 4,5 miliardi di persone (fonte: ONU) e che il 12% di queste viaggia per lavoro. Si tratta di 540 milioni di passeggeri che – grazie alle tecnologie digitali – potrebbero rinunciare a una parte dei loro spostamenti.

Una didattica digitale

Insieme al lavoro in ufficio e alle conferenze, il mondo della scuola ha subito una rapidissima accelerazione digitale. Al momento, circa 1,5 miliardi di ragazze e ragazzi in età scolare si trovano alle prese con la didattica a distanza. Una situazione di emergenza che può però diventare una straordinaria occasione per integrare la didattica digitale a quella tradizionale.

A settembre si progetta infatti di tornare in classe. Ma questo non significa che gli strumenti che gli studenti hanno imparato a utilizzare negli ultimi mesi – lavagne virtuali, quaderni condivisi, libri interattivi e molto altro ancora – non possano continuare a essere utilizzati anche nel futuro, integrando la didattica tradizionale, migliorandola e rendendola più vicina alle sensibilità dei giovanissimi.

Uno dei vantaggi dello smart working nella vita di tutti i giorni è quello di digitalizzare il numero più alto possibile di attività, fino alla digitalizzazione delle scuole anche nelle aree meno sviluppate del pianeta: quando la pandemia terminerà, sarà fondamentale portare con noi alcune delle lezioni che abbiamo imparato in queste difficilissime settimane.

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Fonte:

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