Sport: i benefici per la mente che tutti gli sportivi conoscono

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Sport: i benefici per la mente che tutti gli sportivi conoscono

di Margherita Granbassi - 12 Febbraio 2019
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Da piccoli, spesso, si inizia a fare sport per gioco. Nel vero senso della parola. I bambini hanno a disposizione tanti giochi, come le bambole e le macchinine, i peluche e i pennarelli. Però il gioco più divertente, per molti di loro, è muoversi. Il giardino può diventare il luogo perfetto per correre, arrampicarsi sugli alberi, saltare le siepi fingendo di essere un’atleta, imparare a giocare a tennis contro il muro. Per me è andata proprio così.  E nel frattempo mi sono innamorata della scherma, che ho praticato per 28 anni.

Lo sport può portare nelle nostre vite una quantità di benefici e di valori che chiunque lo pratichi conosce. E, soprattutto, è un vero e proprio maestro di vita. Ecco alcune cose che l’attività fisica può insegnare alla nostra mente:

Imparare a rispettare le regole

Ho una bimba, Léonor, che in aprile compirà 4 anni. La porto in piscina un paio di volte la settimana perché vorrei imparasse a nuotare per godersi il mare e le vacanze; fa anche un corso di danza alla scuola materna, cui ho aderito perché possa conoscere presto il suo corpo e la coordinazione. Ma soprattutto perché giochi, si diverta e perché ritengo che lo sport possa essere una grande opportunità per crescere in modo sano e imparare a vivere, rispettando le regole e il gruppo. Farlo sin da piccoli significa non solo conoscere l’importanza di uno stile di vita salutare, ma anche fondere con il tuo DNA le esperienze che lo sport ti insegna e da cui non ti separi più.

Imparare il valore del tempo

In tutti gli sport esiste il fattore tempo, c’è un cronometro che parte, un record da battere, una stoccata da infilare in 3 secondi, un esercizio da finire in due minuti, medaglie che si perdono per un millesimo. Per chi fa sport il tempo è ancora più prezioso!

E poi i compiti da finire prima dell’allenamento e l’interrogazione da preparare mentre sei in viaggio: devi imparare a gestire bene anche il cronometro che scandisce la vita reale.

Imparare a rialzarsi

Sin da piccola sogni le Olimpiadi, seppur così lontane, così impossibili. Vedi i tuoi idoli, quelli di cui hai il poster in camera o l’autografo sul guanto, con la medaglia al collo: la loro emozione e quella che ti hanno procurato diventano il tuo motore. Non c’erano grandi campioni nel club dove mi allenavo da bambina, ma bastavano i racconti del mio maestro, che girava con le nazionali, a farmi brillare gli occhi e a farmi sognare ancora di più. Ho forse realizzato più di quanto, all’epoca, avessi sognato!

E poi arrivano gli infortuni, le sconfitte pesanti, i sogni spezzati da arbitri incompetenti…chi di noi non c’è passato? Ma non si molla, non si piagnucola, non ci sono scuse, lamentarti ti allontana solo dall’obiettivo. Devi rialzarti con la convinzione di poterti riprendere ciò che ti è stato tolto o che pensavi di meritare, senza avere la certezza di farcela. Ma nella mia vita sportiva, anche quando sono stata costretta per i tanti gravi infortuni prima a ricominciare da zero e poi a terminare la carriera, non mi é mai capitato di pentirmi di aver dato il massimo per provarci. Una lezione che cerco di mettere in pratica anche fuori dalla pedana.

Imparare ad andare oltre l’agonismo

Quando giravo il mondo a gareggiare non immaginavo che, una volta appeso il fioretto al chiodo, mi sarebbe piaciuto continuare a fare sport. Ero oramai entrata nel loop dell’agonismo e non trovavo un senso nell’allenarsi senza vedere medaglie all’orizzonte. Mi sbagliavo. E forse proprio grazie alla mia esperienza di atleta di alto livello, ora posso apprezzare ancora di più i benefici psicofisici dell’attività sportiva.

Ora lo faccio per puro piacere, per produrre endorfine, per sentirmi bene, per assecondare la richiesta del mio corpo e della mia mente, per continuare a migliorarmi e imparare magari gesti e tecniche di sport completamente diversi dal mio.

Quello che oggi dedico allo sport è un momento tutto per me, in cui ho la sensazione di prendermi cura della mia persona e che continua, in modo certamente diverso da prima, ad appagarmi. Ancora di più quando posso farlo all’aria aperta e in mezzo alla natura.

Mi piace l’idea di “contagiare” chi mi sta vicino, chi mi segue sui social network e i ragazzi che ho l’occasione di incontrare quando vado a parlare nelle scuole perché ritengo che una società con mentalità e cultura sportiva non possa che essere una società migliore.

Margherita Granbassi

Margherita Granbassi

Margherita Granbassi è nata a Trieste nel 1979. Ex fiorettista professionista, ha vinto due medaglie di bronzo ai giochi olimpici, tre ori mondiali e una coppa del mondo. Dal 2008 ha partecipato a diverse trasmissioni televisive come opinionista e conduttrice.

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