Precedente

Saldi: perché esistono e che impatto hanno

Successivo

Come si stabilisce il prezzo di un’opera d’arte

Tendenze

Bambini e social network: come agire in sicurezza

di Simone Cosimi - 11 luglio 2018
Condividi su FacebookTwitta su TwitterCondividi su LinkedIn

Una ricerca inglese firmata da Nominet ha scoperto che entro i cinque anni d’età c’è già un migliaio di contenuti riguardanti un bambino disponibile sui social network. Sono foto, video e informazioni caricati dai genitori. Secondo un’altra indagine di diversi atenei italiani e del Corecom Lombardia, invece, quattro adolescenti su 10 non sanno di avere un profilo visibile a chiunque. Ancora: per l’ultimo rapporto Eu Kids Online lo smartphone è oggi il principale strumento con cui i ragazzi accedono a internet, lo usa ogni giorno per navigare il 97% dei 15-17enni e il 51% dei bambini d fra 9 e 10 anni.

Sono solo alcuni numeri che servono a scattare una fotografia del complicato rapporto fra bambini, adolescenti e social network: una situazione che spesso genitori ed educatori ignorano. Al contrario, occorre informarsi. Ecco qualche suggerimento per capire quale sia la maniera più sicura, per un adulto, di comportarsi quando ci sono di mezzo dei minori.

Competenza non è consapevolezza

Saper spedire gli allegati su WhatsApp o avere una vaga idea del funzionamento di Snapchat non significa avere consapevolezza dei rischi. E degli strumenti a disposizione per proteggere la privacy. Un punto di partenza possono essere le risorse proposte dalle stesse piattaforme per capire come funziona davvero quello specifico social: qui, per esempio, il Portale per i genitori messo a punto da Facebook. Si può iniziare insegnando ai bambini a curare meglio la privacy e, al contempo, facendosi spiegare cosa postano sulle diverse piattaforme.

Evitare geolocalizzazioni

Il nome della scuola al primo giorno, la palestra, la piscina, la pizzeria, qualsiasi elemento che aiuti a individuare i posti frequentati dai ragazzi. Nulla di tutto questo deve essere condiviso a corredo di una foto o di qualsiasi altro contenuto. Meglio evitare anche troppe immagini e altri dati: la tutela dei minori da parte dei genitori è rafforzata. Non si può fare quello che si vuole con le loro immagini solo perché sono i propri figli.

Allargare (e allenare) lo sguardo

La maggior parte degli adolescenti detesta Facebook, dove si sentono controllati da papà, mamme e zie. Così frequentano altre piattaforme: Musical.ly, Snapchat, Instagram e altre (spesso anonime) che nascono e muoiono nel giro di una stagione. Ciascuna di queste cambia in continuazione: l’unico modo per capirne i pericoli è aprire un account. Magari sotto mentite spoglie ma non per controllare: solo per capire come funzionano.

Fare pulizie fra i propri contatti

La pratica vale sempre. Ancora di più se si ha l’abitudine di condividere spesso foto e informazioni dei figli: meglio analizzare l’elenco dei contatti, specialmente su Facebook, e eliminare  chi non si conosce bene o addirittura non si sa chi sia.

Resistere alla tentazione: togliere lo smartphone non serve

Se sotto una certa età smartphone e tablet vanno usati in ambienti protetti e con la supervisione di un adulto, sopra una certa soglia “mettere via quel cellulare” non farà che trasformare i genitori in veri nemici. Meglio istituire delle regole chiare e ferree (no durante i pasti, lo smartphone si spegne un’ora prima del sonno etc.): ma per farle rispettare occorre che anche mamma e papà diano il buon esempio.

Simone Cosimi

Simone Cosimi

Simone Cosimi, giornalista professionista, collabora con Repubblica, D, Wired, VanityFair.it e altre testate nazionali. Segue diversi ambiti fra cui tecnologia, innovazione, cultura, politica, esteri e territori di confine, spingendo verso un approccio multidisciplinare. Già redattore del mensile culturale Inside Art, per cui ha curato cataloghi d’arte e pubblicazioni come il trimestrale Sofà, ha lavorato in passato, fra gli altri, per Rockstar, DNews, Excite, Style.it e Corriere di Rieti.

Iscriviti alla newsletter