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Bicicletta: i benefici che ogni ciclista conosce

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Bicicletta: i benefici che ogni ciclista conosce

14 Maggio 2019
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Per gli appassionati di ciclismo la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma una vera e propria compagna di vita. C’è chi ama fare delle gite fuoriporta, chi parte per lunghi viaggi su due ruote, chi celebra questo mezzo e la sua storia partecipando a competizioni o eventi collettivi. Comunque la si usi, il denominatore comune è sempre uno: la passione. Oggi viene sempre più utilizzata anche per gli spostamenti urbani, perché è un connubio perfetto fra comodità e sostenibilità.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Leonardo Corradini, co-fondatore del sito Life in Travel dedicato ai cicloviaggiatori. Leonardo è abituato a fare lunghi viaggi sulla sua bicicletta. Non solo. Quest’anno ha partecipato alla Nova Eroica, la manifestazione ciclistica aperta a bici da strada, gravel e ciclocross che si è svolta sulle strade bianche della Toscana.

Leonardo ci ha raccontato da dove ha origine la sua passione, cosa gli ha insegnato la bici e quali sono i benefici delle due ruote a cui non rinuncerebbe mai.

Quali sono le cose che ti piacciono di più dell’andare in bici? E i benefici più grandi?

Fra le cose che mi piacciono, per prima cosa direi il contatto con la natura, il poter stare all’aria aperta. Grazie alla bici può essere sufficiente avere un’ora libera di tempo per saltare in sella e ritrovarsi subito fuori dal traffico.
Fra i benefici, sembra un controsenso, ma metterei “la fatica”, quella positiva che si fa andando in bicicletta, quella che rilassa. Quando finisci il tuo giro hai una sensazione di benessere. Questo sforzo fisico ti scrolla di dosso tutta la pesantezza data dalle cose quotidiane, come il lavoro o la routine. Pedalare consente di staccare la spina e dimenticarsi un po’ del mondo.
Insomma, è un’attività sportiva che ti permette di liberare la testa da tutto il resto. Un giro in bici è davvero rilassante, per la mente.  

Quanto è importante il rapporto con la natura per chi ama viaggiare in bici?

Sicuramente l’avere un paesaggio suggestivo e coinvolgente intorno a te è fondamentale. La testa conta molto e avere delle distrazioni, dei paesaggi suggestivi da poter guardare, è fondamentale. Permette di distrarti ma allo stesso tempo di restare concentrato sulla pedalata e sentire meno lo sforzo.

Cosa hai imparato dalla bici?

Mi ha insegnato tanto. Io la utilizzo anche per fare lunghi viaggi, in quelle occasioni mi insegna ad amare le piccole cose. Si impara ad apprezzare un pasto caldo, anche frugale. Oppure una bella doccia a fine giornata, o un tratto di asfalto dopo aver pedalato per giorni sullo sterrato. Ecco, queste cose semplici acquistano un valore diverso.

Certo, a pedalare si fa fatica, ma come dicevo si tratta di una fatica che ha un risvolto positivo ed è piacevole fare. Spesso le persone che non vanno in bici non capiscono perché in tanti amino fare le grandi salite, come quelle sulle Alpi, per fare un esempio.
È una questione di appagamento: la fatica raddoppia la soddisfazione che si prova  quando si raggiunge il proprio obiettivo. Ecco, è una sfida con se stessi.

Infatti nelle competizioni di gran fondo come la Nova Eroica la maggior parte della gente non sfida gli altri, ma se stesso. Piace migliorare le proprie performance, piace stare con i compagni. Certo, è bello anche arrivare primi, ma ognuno ha il proprio obiettivo da raggiungere.

Consideri il ciclismo un’attività individuale?

Dipende. Ecco, questa è un’altra cosa che mi piace molto del ciclismo: una persona può prendere la bici e andare a fare un giro da sola, facendo quindi un’attività individuale. Ma spesso e volentieri si esce in bici in gruppo, in squadra. Pedalare insieme ad altre persone è bello, ci si supporta. Quindi il ciclismo ha questo duplice risvolto, si può praticare sia da soli che in compagnia.

Quali sono i terreni che preferisci?

Noi siamo sicuramente più amati del fuoristrada, dello sterrato, come strade bianche e terreni di montagna. Però anche una bella strada asfaltata, non trafficata, magari con un paesaggio molto scenico, dà grandi soddisfazioni. Come le salite dello Stelvio o del Gavia, per fare un esempio. Quelle danno soddisfazione. O una bella strada bianca della Toscana, o una carrareccia del Trentino.

Come ci si prepara prima di un percorso impegnativo?

Noi facciamo soprattutto cicloturismo, ma ci piacciono anche le escursioni in mountain bike. Facciamo un po’ di preparazione, certo, anche se non quella specifica che serve per fare delle gare. Secondo me la cosa più importante per affrontare un percorso impegnativo o una gara è soprattutto preparare la mente, la condizione mentale. Certo, il fisico è importante, ci si deve allenare costantemente durante l’anno, anche perché per i percorsi un po’ più impegnativi è necessario avere un buon fondo. Però innanzitutto bisogna avere la capacità mentale di restare in sella per tante ore. Diciamo che riuscire a portare a termine una corsa impegnativa, o un viaggio in zone remote, ad esempio, è più una questione mentale che non fisica.  

Non è utile sovraccaricare il proprio fisico di allenamenti snervanti nelle settimane precedenti all’appuntamento, ma si deve cercare di restare costanti tutto l’anno tenendosi sempre in forma. Questo permette di avere delle performance migliori.

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