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Opera per principianti

di Mattia Luigi Palma - 20 Maggio 2019
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La parola “opera” indica la disciplina che mette insieme teatro, musica, canto e balletto. Questo termine viene usato in tutto il mondo in italiano, perché è in Italia che l’Opera è nata e si è diffusa.

Quando nasce l’opera?

Il lavoro più antico che ci sia arrivato per intero è l’Euridice di Jacopo Peri, andato in scena a Firenze nel 1600. Anche se il vero primato spetterebbe alla Dafne di due anni prima, sempre di Peri, di cui però sopravvivono solo alcuni frammenti.

Il contesto della nascita dell’opera è quello della Camerata di gentiluomini fiorentini che, sul finire del Cinquecento, si riuniva nel palazzo del conte Giovanni Bardi per discutere come recuperare la musica antica dei Greci. La soluzione trovata per questa rinascita della tragedia sta nella nuova pratica del recitar cantando, che dà inizio al melodramma.

Quali sono le opere più importanti della storia della musica?

Per rispondere a questa domanda, il Victoria & Albert Museum ha allestito nel 2017 l’importante mostra Opera: Passion, Power and Politics, che esaminava il ruolo di sette titoli d’opera particolarmente significativi per il contesto culturale, politico e sociale in cui sono nati. Si tratta della prima opera di argomento politico della storia, L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi (1643); del debutto londinese di Georg Friedrich Händel con Rinaldo dal Tasso (1711); della prima tappa della trilogia Mozart-Da Ponte, Le nozze di Figaro (1786); dell’opera destinata a diventare il simbolo del nostro Risorgimento, Nabucco di Verdi (1842); del Tannhäuser, capolavoro giovanile di Wagner, ricordato nella versione dello scandalo parigino del 1861; infine dell’espressionista e freudiana Salome di Richard Strauss (1905) e della truce e censurata Lady Macbeth del Distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič (1934).

Quali sono le opere oggi più eseguite?

Secondo il sito www.operabase.it, immenso database e affidabile motore di ricerca specializzato nell’opera, il titolo più eseguito dal 2014 al 2018 è La traviata di Giuseppe Verdi, a dispetto delle impervie difficoltà nella scrittura vocale della protagonista. Seguono Carmen di Georges Bizet, Die Zauberflöte (Il flauto magico) di Wolfgang Amadeus Mozart, La bohème e Tosca di Giacomo Puccini. Allargando ai primi dieci posti troviamo ancora opere di Verdi, Mozart e Puccini, con un settimo posto per Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Da notare che, su dieci opere, sei sono di autori italiani, mentre ben otto sono in lingua italiana.

Può esserci un’opera pop?

Sebbene nasca nei circoli dell’élite fiorentina, è innegabile la grande popolarità che l’opera ha avuto nel corso della sua storia, in particolare con il melodramma italiano dell’Ottocento. A partire dal secolo scorso la diffusione dell’opera non è dovuta tanto ai lavori nuovi, sempre presenti ma noti più agli specialisti che al pubblico, quanto agli interpreti. A cominciare dal fenomeno Callas, passata dai teatri d’opera ai rotocalchi di tutto il mondo come una diva del cinema. Tra le esperienze di crossover, vale la pena ricordare i duetti di Monserrat Caballé con l’amico Freddie Mercury nell’album Barcelona, l’ultima fase della carriera di Luciano Pavarotti (Pavarotti & Friends e I Tre Tenori) e il tenore popstar Andrea Bocelli.

Mattia Luigi Palma

Mattia Luigi Palma

Mattia Luigi Palma, milanese, è nato il 4 agosto 1987. Giornalista e critico musicale, collabora regolarmente con La Lettura del Corriere, Classic Voice, Cultweek e Gli Stati Generali. Ha presentato i concerti di due edizioni del festival MiTo (2016 e 2017). Ha collaborato con Classica HD introducendo le sinfonie di Beethoven dirette da Gustavo Dudamel (2018). Per il Museo Teatrale alla Scala ha curato i testi, i video e i cataloghi di due mostre. Partecipa a convegni e scrive programmi di sala per diverse istituzioni teatrali e musicali.

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