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Che differenza c’è tra test rapidi, molecolari e sierologici

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Che differenza c’è tra test rapidi, molecolari e sierologici

13 Gennaio 2021

Tamponi molecolari, test rapidi antigenici e sierologici: sono questi gli strumenti che abbiamo al momento a disposizione per identificare l’infezione da SARS-CoV-2, il virus che provoca il Covid-19. Ma cosa cambia e in quali casi è meglio affidarsi all’uno o all’altro? Una tabella dell’Istituto Superiore di Sanità aiuta a orientarsi e può essere utile anche ai cittadini che vogliono fare la scelta migliore.

Test molecolare

È quello che fin dall’inizio abbiamo imparato a chiamare comunemente “tampone”. È l’esame principale e più affidabile per stabilire la presenza del virus. Questo test va in cerca dei frammenti di materiale genetico di cui è composto il virus, estraendoli – tramite il tampone vero e proprio – dalle persone sospettate di essere positive al Covid-19. Nel caso in cui i frammenti genetici vengano individuati, significa che effettivamente c’è stato contatto tra la persona e il virus e quindi che il responso è positivo. Sono considerati quelli più affidabili, il limite è che per avere il responso può essere necessario attendere anche qualche giorno.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità dev’essere considerato la prima scelta dei casi sospetti sintomatici, di chi ha avuto un contatto stretto confermato o frequenta regolarmente soggetti a rischio, di chi si trova in isolamento e deve confermare l’avvenuta guarigione.

Test antigenico rapido

Questo test è basato sulla ricerca, nei campioni prelevati dal paziente, delle proteine virali (antigeni) che confermano la presenza del SARS-CoV-2. Le modalità di esecuzione del tampone sono uguali a quelle dei test molecolari (tampone naso-faringeo). I tempi di risposta sono molto brevi (15-30 minuti), ma la sensibilità e specificità di questo test sono inferiori a quelle del test molecolare. In caso di positività, è quindi necessario sottoporsi a un secondo tampone, questa volta molecolare. Il tampone rapido è stato pensato soprattutto per le situazioni in cui è fondamentale avere una risposta quasi immediata, come può essere il caso degli screening da eseguire negli aeroporti.

Stando alla già citata tabella dell’ISS, questo tipo di tampone è la prima scelta per i soggetti che avvertono deboli sintomi da Covid-19, ma non hanno avuto contatti stretti con persone risultate positive, e per chi, pur in assenza di sintomi, proviene dai paesi ritenuti a rischio (secondo l’elenco del ministero degli Esteri). È infine il test preferibile per soggetti asintomatici che devono effettuare il test per motivi di lavoro o di viaggio o per richieste non correlate a esigenze cliniche.

Test sierologico

A differenza di quelli molecolari, con i sierologici si va alla ricerca della presenza degli anticorpi diretti contro Sars-Cov-2. L’eventuale loro presenza significa che si è entrati in passato in contatto con il virus. I test sierologici rilevano quindi l’esposizione al virus SARS-CoV-2, ma non sono in grado di confermare o meno un’infezione in atto. Significa che questo test mostra se la persona è stata in qualunque momento infettata, ma non se è attualmente contagiosa. Per questa ragione, in caso di positività è necessario eseguire un test molecolare per confermare se il soggetto è attualmente positivo o meno.

Secondo l’ISS, questo tipo di test può essere utile soprattutto se si sta eseguendo uno screening di comunità per motivi di sanità pubblica; per esempio per valutare che percentuale di una certa popolazione è entrata in contatto con il virus. 

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