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Quali sono i diritti degli animali

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Quali sono i diritti degli animali

10 Dicembre 2019
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La cultura del rispetto degli animali in Italia ha fatto passi importanti nel corso dei decenni — anche se per arrivare dove siamo ora c’è voluto fin troppo tempo e di strada da fare in questa direzione ce n’è ancora molta. Gli episodi di maltrattamenti del resto sono all’ordine del giorno in tutto il Paese e i casi di abbandono sono più di 100.000 ogni anno. Per questo abbiamo ancora bisogno di una ricorrenza come la Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali, che si tiene ogni anno il 10 dicembre; approfittando di questa occasione può essere utile ricordarci quali sono effettivamente questi diritti e cosa dice la normativa italiana in merito.

La legge 281 del 14 agosto 1991 

Chiamata “legge quadro in materia di tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”, la norma non è solamente la prima in Italia a disciplinare in maniera organica il rapporto tra umani e animali riconoscendo a questi ultimi il diritto alla vita e alla tutela, ma è stata anche la prima al mondo a stabilire il divieto di soppressione di cani e gatti randagi (a meno che non si tratti di soggetti gravemente malati, terminali o pericolosi).

La legge promuove inoltre strategie di controllo della popolazione come la sterilizzazione, e vieta di abbandonare gli animali custoditi nelle proprie abitazioni, di maltrattare o effettuare sperimentazioni su quelli in libertà e infine di commerciarli a quest’ultimo scopo.

L’accordo del 6 febbraio 2003

Firmato tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, il documento estende la definizione di animale da compagnia coperto dai diritti includendo “ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari” e definisce con più precisione le responsabilità del detentore, che è responsabile della sua salute e del suo benessere; all’animale da compagnia vanno infatti garantiti cibo e acqua in maniera tempestiva, cure sanitarie, possibilità di esercizio fisico e una dimora pulita.

Nel testo vengono inoltre definite indicazioni pertinenti agli ambiti del commercio e dell’addestramento degli animali, norme che tutelano gli animali impiegati in pubblicità e spettacoli, e altre regole specifiche per le manifestazioni popolari e la pet therapy.

La convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia 

Firmata a Strasburgo nel 1987, è stata ratificata in Italia soltanto 13 anni più tardi con la legge 201 del 2010, che la recepisce completamente. In aggiunta ai diritti già coperti dalle precedenti normative, il testo impedisce che gli animali siano allevati con modalità dannose per il loro benessere o che vengano sottoposti a interventi chirurgici non essenziali, come la rimozione degli artigli o il taglio delle orecchie, e specifica che i proprietari degli animali che desiderino consentirne la riproduzione hanno il dovere di metterli nelle migliori condizioni possibili per farlo, e di assicurarsi del benessere della madre e dei piccoli.

La legge inasprisce inoltre le pene previste per chi uccide o maltratta animali e introduce i reati di traffico illecito di animali da compagnia e di introduzione illecita nel territorio nazionale — una misura, quest’ultima, pensata per favorire il controllo delle epidemie animali nel nostro Paese.

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