Che cosa significa immunità di gregge? - Semplice come
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Che cosa significa immunità di gregge?

di Andrea Daniele Signorelli - 14 Aprile 2020
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È stato uno dei termini più discussi delle ultime settimane. La strategia dell’immunità di gregge è considerata da alcuni esperti una possibile alternativa al “lockdown” che stiamo sperimentando in Italia e nella grande maggioranza delle nazioni colpite dal Coronavirus. Inizialmente ipotizzata come possibile risposta all’epidemia di Covid-19 da parte del governo britannico, questa strategia è ancora oggi parzialmente seguita da nazioni come la Svezia.

Immunità di gregge e vaccini

Fino a oggi, parlare di immunità di gregge significava però fare riferimento a uno degli obiettivi più importanti che si possono ottenere tramite un’adeguata copertura vaccinale: “Con l’espressione immunità di gregge, o immunità di gruppo, si intende quel fenomeno per cui, una volta raggiunto un livello di copertura vaccinale (per una  determinata infezione) ritenuto sufficiente all’interno della popolazione, si possono considerare al sicuro anche le persone non vaccinate”, spiega per esempio la Fondazione Veronesi.

Per le malattie che si trasmettono da persona a persona, le vaccinazioni non proteggono infatti solo noi stessi, ma anche le persone che non possono essere vaccinate (perché non ancora in età raccomandata, perché non rispondono alla vaccinazione o perché presentano controindicazioni). “Questo avviene grazie all’immunità di gregge”, si legge sul sito dell’Istituto Superiore della Sanità. “Per cui, se la percentuale di individui vaccinati all’interno di una popolazione è elevata, si riduce la possibilità che le persone non vaccinate entrino in contatto con il virus e, di conseguenza, si riduce la trasmissione dell’agente infettivo”. Una copertura alta di persone immuni a una malattia impedisce quindi al virus di circolare, fino ad arrivare alla sua permanente scomparsa.

La ragione è semplice: se su dieci persone ce ne sono otto vaccinate contro una malattia, quella stessa malattia avrà molto meno possibilità di diffondersi e colpire quindi le due persone a cui non possono essere somministrati i vaccini. È il gregge, o il gruppo, che protegge grazie alla sua immunità anche le persone che non hanno a disposizione degli scudi antivirali. In linea di massima, spiega sempre la Fondazione Veronesi, “è possibile considerare al sicuro l’intera popolazione quando almeno il 95 per cento di essa risulta vaccinata contro una malattia”.

L’immunità di gregge e il Coronavirus 

Il termine “immunità di gregge” è di conseguenza diventato strettamente collegato alla copertura vaccinale. E allora perché se ne parla anche nel caso del Coronavirus, per il quale non avremo a disposizione un vaccino – secondo quando affermato dalla maggior parte degli esperti – ancora per 12-18 mesi? Perché l’immunità di gregge non è ottenibile esclusivamente tramite vaccino, ma anche lasciando che un numero sufficiente di persone contragga il virus e guarisca.  

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Fonti:

Perché vaccinarsi

Immunità di gregge
Andrea Daniele Signorelli

Andrea Daniele Signorelli

(Milano, 1982), scrive di politica, tecnologia, new media. Esperto di digital, affronta e analizza il rapporto che intercorre tra innovazione e società, concentrandosi sui cambiamenti che le nuove tecnologie hanno portato anche nel mondo del lavoro. Collabora con La Stampa, Prismo, Rivista Studio, cheFare e altri. Collabora come editor e traduttore per alcune case editrici. Ha pubblicato il saggio “Tiratura Illimitata: inchiesta sul giornalismo che cambia”. Nel 2017 ha pubblicato Rivoluzione Artificiale: l’uomo nell’epoca delle macchine intelligenti per Informant Edizioni.

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