Leonardo da Vinci: conoscere il genio in 5 curiosità - Semplice come
Leonardo da Vinci è un personaggio affascinante e complesso. In occasione dei 500 anni dalla sua morte, cerchiamo di conoscerlo meglio attraverso 5 semplici curiosità.

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Leonardo da Vinci: conoscere il genio in 5 curiosità

7 Agosto 2019
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Inventore, scienziato, artista: Leonardo da Vinci è stato tutto questo e anche di più — difficile in effetti definire con qualche sostantivo una delle figure più geniali della storia dell’umanità. Nato nel 1452 da una relazione illegittima (i suoi genitori separatamente ebbero più di una dozzina di altri figli) morì 67 anni dopo celebrato come il prodigio che fu, nel 1519. Quest’anno ricorre il cinquecentesimo anniversario della sua morte, eppure l’impatto delle opere che il suo ingegno ha prodotto resta ancora vivo: per celebrarlo ecco 5 aspetti della sua personalità e della sua vita che possono aiutare a comprenderlo.

Il legame con Milano

Nato ad Anchiano e divisosi poi tra Firenze e il resto d’Italia, Leonardo ebbe però un legame speciale con la città di Milano, dove trascorse sotto Ludovico Maria Sforza detto il Moro quasi 20 dei suoi anni più prolifici. Oltre al celebre Cenacolo, altre tracce del passaggio del Genio nel capoluogo lombardo si trovano nella Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco, che ne custodisce alcuni scritti originali; nella Vigna donatagli come gesto di riconoscenza dal suo patrono, e nei Navigli, che migliorò perfezionando il Martesana e sviluppando la rete interna e un sistema di chiuse che permise la navigazione fino a Milano da luoghi precedentemente incompatibili per altitudine come il lago di Como.

Non scriveva come tutti

Quello di Leonardo è definito uno stile di scrittura speculare. Il Genio in effetti non tracciava normalmente i segni delle lettere da sinistra verso destra ma all’opposto, e lo stesso procedimento lo applicava per le frasi e in generale per la disposizione delle pagine dei suoi scritti. Non si trattava di una scelta deliberata ma di una predisposizione alla scrittura mancina poi mai corretta; a quanto pare Leonardo era in grado di scrivere anche normalmente ma solo con grande sforzo, e per questo quando si trattava di redarre documenti ufficiali preferiva a volte farli scrivere ad altri.

Le opere mai finite

I capolavori di Leonardo in ambito artistico sono noti a tutti, ma non molti sanno che una buona parte delle sue opere rimase incompiuta. In questa categoria spicca il Cavallo di Leonardo: una gigantesca statua equestre da dedicare a Francesco Sforza che però non venne mai realizzata. L’opera doveva essere monumentale, ma dopo più di 10 anni di lavorazione il progetto fu abbandonato per cause di forza maggiore: le quasi 100 tonnellate di bronzo necessarie al completamento vennero impiegate per realizzare equipaggiamento bellico difensivo, e della statua rimase solo un enorme modello in creta da sette metri di altezza, oggi perduto.

Macchinari a più non posso

La passione di Leonardo per i dispositivi semiautomatici lo portò a teorizzare e in alcuni casi realizzare vere e proprie meraviglie della tecnica, come un carro semovente dotato di un sofisticato sistema di ruote dentate messo in moto da una coppia di molle che immagazzinavano l’energia necessaria al movimento — un antenato della moderna automobile. Tra i dispositivi bellici colpiscono il carro falciante e il prototipo di carro armato, mosso da uomini e animali ma corazzato a 360 gradi per resistere agli attacchi nemici e dotato di cannoni per sparare in ogni direzione. Non mancano infine macchine visionarie, come il paracadute e come la vite aerea — un progetto realizzato durante il suo soggiorno milanese e che fissò in anticipo di secoli alcuni principi ancora oggi alla base del volo meccanico.

Di tutto, di più

La curiosità di Leonardo lo portò a esplorare e successivamente rivoluzionare numerosi ambiti dello scibile, dalla scultura alla scenografia passando per la musica e perfino per l’anatomia umana — della quale scoprì la funzione del cuore come pompa (mentre prima si pensava servisse solo a scaldare il sangue); sua inoltre è stata una delle prime intuizioni che in ambito botanico hanno portato allo sviluppo della dendrocronologia, il metodo di osservazione dell’età degli alberi attraverso il conto degli anelli che ne compongono la sezione.

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