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Perché esistono l’ora legale e l’ora solare

25 ottobre 2018
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Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre torna l’ora solare, momento che decreta il ritorno ai ritmi più invernali. Questo significa che, come ogni anno, dovremo portare le lancette dell’orologio indietro di un’ora (o, verosimilmente, sarà lo smartphone ad aggiornare l’orario per noi). Questa operazione fa parte delle nostre vite, ma quando si è iniziato ad affiancare all’ora solare quella legale (cioè quella “estiva”, che scatta a fine marzo e rimane in vigore fino alla fine di ottobre)? E soprattutto, perché?

Le origini

Il primo a proporre l’uso dell’ora legale fu un insospettabile: lo statunitense Benjamin Franklin (1706-1790), uno dei “padri fondatori” americani, grande appassionato di scienza (è sua l’invenzione del parafulmine). Lo studioso intuì che i cambiamenti determinati dalla rivoluzione industriale in corso rendevano necessario un ripensamento complessivo dell’uso dell’energia. Così nel suo saggio Un progetto economico per diminuire il costo della luce, pubblicato nel Journal de Paris (1784) avanzò una proposta rivoluzionaria: cambiare le abitudini dei suoi concittadini, dormiglioni al mattino e tiratardi alla sera. Franklin intuì che era importante, per risparmiare energia, alzarsi all’alba, sfruttando la luce del sole e andare a letto presto senza dover illuminare artificialmente la notte.

Già ma come convincere la popolazione a cambiare le proprie abitudini? Franklin avanzò una proposta decisamente curiosa: suggerì di tassare l’uso delle persiane, razionare la vendita delle candele installando per le vie delle città sveglie rumorose che sparavano colpi di cannone e tiravano gli abitanti giù dalle brande. Il suggerimento, com’era ovvio cadde, nel vuoto. Ma non fu del tutto dimenticato.

Risparmio energetico

A inizio Novecento l’inglese William Willett, ripropose infatti alla Camera dei Comuni britannica un provvedimento che prevedeva la variazione di orario, in pratica l’introduzione dell’ora legale. La proposta divenne operativa negli anni successivi, durante la Prima guerra mondiale, quando il tema del risparmio energetico divenne centrale nelle economie di molti paesi. Nel 1916 l’ora legale fu introdotta non solo nel Regno Unito, ma anche in Italia e in altri paesi europei.

La storia italiana

Nel nostro Paese dopo la guerra questo provvedimento fu soppresso per essere reintrodotto durante la Seconda guerra mondiale (1940). Quando sorse la Repubblica Sociale (1943-45) ci fu addirittura una sfasatura dell’applicazione dell’ora legale fra il Nord e il Sud del Paese (per alcuni mesi nel 1944 fu in vigore solo nella Repubblica di Salò). Trascorsi tre anni dalla fine della guerra, nel 1948, l’ora legale fu nuovamente soppressa, ma a partire dal 1966 entrò in vigore nuovamente e con continuità, adottata con un calendario comune in tutta Europa.

Negli ultimi mesi il tema dell’orario è stato protagonista delle cronache. In Europa, infatti, si discute la possibilità di permettere a ogni Stato di scegliere se abolire o meno l’ora legale. Il cambio dell’ora produce effetti diversi a seconda della posizione geografica: in alcuni paesi l’ora legale non porta particolari benefici a livello di risparmio energetico.

Se la proposta verrà approvata, quindi, gli Stati potranno decidere se continuare ad adottare i due orari o se abolire l’ora legale.

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