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Saldi: perché esistono e che impatto hanno

5 luglio 2018
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Se c’è un momento dell’anno che gli amanti dello shopping attendono con un misto di eccitazione e impazienza è quello dei saldi, ovvero le vendite a prezzi ribassati dei capi di stagione rimasti invenduti. Normalmente queste svendite avvengono ogni sei mesi: durante le feste natalizie e in estate. Questa tradizione esiste da quasi 80 anni. Una legge approvata il 2 giugno 1939 – durante il Fascismo – introduceva infatti per la prima volta in Italia due categorie di vendite che si affiancavano a quelle tradizionali: le “vendite straordinarie” e quelle “di liquidazione”. Allora la pratica non seguiva come oggi la stagionalità: i prodotti – previa autorizzazione del regime – potevano essere scontati in qualsiasi momento dell’anno.

I saldi moderni

La pratica dei saldi, abolita con la fine del Fascismo, fu ripresa nel 1980 con l’obiettivo di dare ossigeno ai commercianti e ai consumatori. Fu allora che i saldi iniziarono ad acquisire le caratteristiche che oggi conosciamo: si decise che dovessero avvenire due volte all’anno e durare un massimo di 4 settimane.

Dagli anni ’80 la normativa è cambiata ulteriormente e oggi è regolamentata dalle Regioni e dal decreto legislativo del 2005 – chiamato anche Codice del consumo – che impone alcune regole. Tra quelle a tutela dei consumatori c’è l’obbligo di esporre il prezzo prima e dopo lo sconto, con quest’ultimo indicato in percentuale. E la norma che prevede la possibilità di cambiare i capi difettosi.

Trend

In tanti oggi si chiedono se la politica dei saldi funzioni. Al netto della crisi dei consumi (Federmoda riporta che dal 1995 a oggi c’è stato un calo dell’1,7% dei consumi nel campo di abbigliamento, calzature e accessori) i saldi resistono, ma non sempre riportano grandi numeri: l’Osservatorio acquisti Cartasì ha misurato l’andamento degli acquisti con carta di credito (circa il 30% del totale) nei negozi di moda durante i saldi: a gennaio 2018 c’è stato un calo del 4.6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, febbraio si è chiuso invece con un + 0,9%.

Le variabili quando si parla di andamento di saldi sono però moltissime, dai trend regionali fino all’andamento economico del paese. Difficile quindi individuare un andamento generale specifico.

Quello che è certo però è che al momento sembra aver trovato un punto di sintesi il confronto tra Grande Distribuzione e Confcommercio in merito alla liberalizzazione delle promozioni che oggi durano solo 30 giorni. Il tavolo delle regioni ha respinto l’ipotesi di liberalizzazione avanzata dalla Grande Distribuzione e ha imposto una data unica in tutta Italia per l’inizio dei saldi: il primo sabato di luglio e il giorno feriale che precede l’Epifania, a gennaio.

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