Precedente

Aerei: come sconfiggere la paura di volare

Successivo

Il valore dello sport oltre il benessere fisico

Tendenze

San Lorenzo: come osservare al meglio le stelle cadenti

di Luca Perri - 9 agosto 2018
Condividi su FacebookTwitta su TwitterCondividi su LinkedIn

Agosto è il mese in cui, complice anche il clima vacanziero, la gente rivolge al cielo lo sguardo, speranzosa di avvistare qualche stella cadente.

La Notte di San Lorenzo è forse l’avvenimento astronomico più atteso dell’anno.

Ma cosa avviene durante questa notte? E accade davvero il 10 agosto? Partiamo col dire che il nome corretto delle Lacrime di San Lorenzo è Perseidi. Le Perseidi sono uno sciame meteorico che colpisce l’atmosfera terrestre. Nell’agosto 1993 distrussero addirittura il satellite per comunicazioni Olympus. Se però trascorri le tue giornate sul suolo terrestre, sei al sicuro: una volta entrate in atmosfera a circa 200 mila chilometri l’ora, queste minuscole meteore – la maggior parte hanno le dimensioni di un granello di sabbia – si surriscaldano e si vaporizzano, emettendo l’evanescente scia di luce che ben conosciamo.

Nonostante siano osservate da quasi duemila anni (le prime documentazioni sono cinesi, datate 36 d.C.), la loro provenienza fu scoperta solo nella seconda metà dell’ottocento. Fu l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Milano Brera, a comprendere il fenomeno. Schiaparelli, infatti, studiò la cometa Swift-Tuttle, che passa alla minima distanza dal Sole ogni 133 anni circa. Il penultimo passaggio, datato 1862, dette a Schiaparelli l’idea: la cometa aveva perso dei frammenti, spargendoli lungo la sua traiettoria attraverso il Sistema Solare, come un Pollicino nello spazio. E quando la Terra, nella sua rivoluzione attorno al Sole, attraversa questa scia di polvere di cometa, ecco che cominciamo a vedere le stelle cadenti. A dirla tutta non è l’unica scia di cometa che attraversiamo, ce ne sono altre.

Le Lacrime di San Lorenzo, però, rimangono uno degli sciami più intensi. Se si sa come osservarle. Per quanto ci si riferisca alla Notte del 10 agosto, in realtà le meteore hanno cominciato ad entrare in collisione con la nostra atmosfera dal 17 luglio circa, e continueranno a farlo fino al 24 di agosto. Il picco delle stelle cadenti si sposta impercettibilmente in avanti nel tempo, anno dopo anno. Se quindi secoli fa cadeva il 10 di agosto, motivo per cui la tradizione fa ancora riferimento a San Lorenzo, oggi cade nella notte fra il 12 ed il 13 agosto, quando in un cielo perfettamente buio sarà possibile individuare fra le 50 e le 100 scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora. In un cielo perfetto, però. Se non riuscirai ad allontanarti sufficientemente dalle luci della città, infatti, sarai fortunato ad avvistarne 10 volte di meno.

Bisognerà poi che porti con te un po’ di pazienza. A meno di essere molto fortunati, l’osservazione delle stelle cadenti non è una cosa da fare in fretta e furia. Le meteore arrivano saltuariamente, intervallate da pause. Inoltre, per far sì che i tuoi occhi si abituino perfettamente al buio ed individuino un maggior numero di scie, servirà quasi mezz’ora. Infine, bisogna capire dove rivolgere lo sguardo. Non è necessario conoscere le costellazioni, basta trovare il cosiddetto “Radiante“, ovvero la zona del cielo dalla quale si irradiano le meteore. Le Perseidi devono il loro nome alla costellazione di Perseo, in cui si trova il radiante. A mezzanotte del 12 agosto, per esempio, la costellazione sarà visibile a Nord-Est, sotto a Cassiopea. Per cercare Cassiopea devi individuare una specie di “W” di stelle (o, se preferisci, una “M” rovesciata). Qualora tu non riesca a trovare la costellazione, il consiglio è quello di utilizzare una delle tante app di mappe stellari disponibili per smartphone. Buona caccia!

Luca Perri

Luca Perri

Luca Perri, 30 anni, laureato in Astrofisica e Fisica all’Università di Milano, ha conseguito un dottorato in Fisica e Astrofisica presso l’Osservatorio Astronomico INAF di Brera e Università degli Studi dell’Insubria. Luca è diventato famoso sul web grazie ad un post in cui spiega in maniera chiara e semplice l’importanza della scoperta delle onde gravitazionali, raggiungendo più di 20.000 interazioni. É stato vincitore di FameLab Italia nel 2015.

Iscriviti alla newsletter