Scuola: i consigli pratici per supportare i bambini durante il rientro - Semplice come
Scuola: i consigli pratici per supportare i bambini durante il rientro

Precedente

ADAS: cosa sono i sistemi avanzati di assistenza alla guida

Successivo

Cos’è lo hate speech e come si combatte

Tendenze

Scuola: i consigli pratici per supportare i bambini durante il rientro

di Francesco Uccello - 5 Settembre 2019
Condividi su FacebookTwitta su TwitterCondividi su LinkedIn

La scuola ricomincia, nell’aria c’è odore di pastelli e quaderni, in lontananza si sentono le campanelle suonare e nelle menti dei genitori si affollano mille domande sui figli: “Starà bene?”, “Ce la farà?”, “Avremo scelto la scuola giusta?”, “Gli insegnanti saranno bravi?”. E ancora “Andrà meglio dell’anno scorso?”, “Avrà qualche problema con i compagni di classe?”, “Riuscirà a recuperare?”.

 

La scuola è un luogo dove i nostri figli trascorrono molte ore, una specie di seconda casa dove vorremmo che gli insegnanti fossero nostri amici e che la mensa fosse gestita dai nonni. Rassicurare un genitore è impresa da titani per cui la prima cosa da fare è stare sereni, non anticipare i problemi e neanche chiamarseli. Insomma essere fiduciosi.

 

Ecco alcune considerazioni da fare per stare vicino ai propri figli:

 

1 – Autovalutazione

Il primo punto su cui lavorare, per offrire ai propri figli un percorso scolastico sereno e proficuo, è quello di chiedersi che genitori siamo.

Essere competitivi oltre misura, fare questione su tutto, entrare nel merito della didattica, avere l’ansia per ogni novità sicuramente non agevolerà il percorso di nostro figlio, sia che frequenti il primo anno della scuola primaria, che l’ultimo.

I bambini, nel bene e nel male, sono influenzati da noi per cui è meglio fare attenzione a quello che si dice, primo per non condizionarli e poi per non rischiare una brutta figura per frasi tipo: “Mio papà ha detto che lei è…”.

 

2 – Rispettare le fasi

I nostri figli hanno bisogno di affrontare l’anno scolastico come se partecipassero ad un campionato sportivo. C’è il tempo dell’allenamento, della gara, dello sprint, della stanchezza, della sconfitta e della delusione. Il primo consiglio è quello di pensare che noi non siamo gli allenatori e neanche i direttori sportivi, ma semplicemente come alcuni presidenti che investono col cuore affidandosi ad esperti professionisti.

 

3 – Oltre le materie scolastiche

La scuola è un micromondo dove si insegna non solo la didattica, ma anche le abilità trasversali come saper dialogare, confrontarsi, ragionare, usare la tecnologia e ancora vivere esperienze formative come una visita guidata, un laboratorio di arte, un percorso musicale, e altro. Tutte queste cose contribuiscono a rendere completo un percorso formativo. Se un istituto non risponde alle tue aspettative, ricorda che puoi cambiarlo.

 

4 – I compiti a casa

Aiutare i figli a fare i compiti a casa sì o no? La risposta è sostenerli e non sostituirsi. Ogni tanto è rassicurante sedersi vicino ai propri figli ad ascoltare una lettura oppure a giocare con le tabelline o a fare qualche quiz che stuzzichi la preparazione.

Se invece ti è capitato un insegnante che il pomeriggio li carica di compiti a casa, allora è il caso di parlarne dal vivo e magari confrontarsi con gli insegnanti e gli altri genitori in modo da trovare una soluzione condivisa.

 

5 – Le pause sono sacre

Il pomeriggio dopo scuola ogni bambino ha necessità di riposare, di prendersi una pausa e quindi non è il caso di riempirgli la settimana con mille impegni o pensare che si riposi giocando con la Playstation o usando lo smartphone o un tablet. Quando si va alle scuole primarie, secondo me, sarebbe meglio non avere troppi passatempi elettronici. Stare senza far niente non è così male.

 

6 – Partecipare agli incontri

La scuola non sempre è attenta alle esigenze dei genitori, specie quelli che lavorano, ma è bene sempre partecipare agli incontri. I colloqui con gli insegnanti sono momenti importanti sia per fare domande, per informarsi, ma anche per testimoniare ai propri figli l’interesse verso il loro lavoro. Per i papà è poi cosa buona ricordare che la scuola non è un affare solo per le mamme, ma un impegno familiare.

 

7 – Più pratica

Le cose che i bambini imparano a scuola non devono restare chiuse nelle quattro mura dell’aula o tra i quaderni. Per rendere il percorso scolastico reale organizzate con tutta la famiglia, nel fine settimana, qualche uscita che mostri loro quello che hanno studiato. Ad esempio visitate un museo, andate ad una mostra, fate un’escursione nella natura, partecipate ad un laboratorio scientifico. Un gesto d’amore che possiamo fare come genitori è quello di far crescere nei nostri figli il desiderio di conoscenza.

 

Buon anno scolastico e mi raccomando: elasticità e pazienza in parti uguali!

Francesco Uccello

Francesco Uccello

Francesco Uccello è un autore, un giornalista, un blogger napoletano.Hai ideato e scritto insieme con Ivan Cotroneo 11 puntate del programma tv “Chiedi a papà” andato in onda su RAI 3 e prodotto dalla Indigo Film.Ha creato nel 2011 il blog Mo te lo spiego a papà diventato un libro edito da TEA e una rubrica sul settimanale GIOIA e poi su Confidenze.Attualmente collabora con alcuni settimanali femminili e insegna a Napoli materie letterarie in una scuola secondaria di primo grado. Prima di tutto questo ha lavorato per 15 anni come educatore con ragazzi e adolescenti a rischio della città di Napoli. A settembre 2019 pubblicherà un romanzo di formazione dal titolo “Lo Scarabeo” per Ad est dell’Equatore.Ha 46 anni, due figli maschi di 12 e 10 anni, un pastore maremmano e un polpo per amico.

Iscriviti alla newsletter