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Università: come scegliere quella giusta

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Università: come scegliere quella giusta

di Francesco Uccello - 3 Luglio 2019
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La scelta dell’Università è un momento importante nella vita, ma trovare la strada giusta non è sempre facile. O meglio, non è facile imboccarla al primo colpo. A quanti è successo di fare una scelta dettata magari da pressioni o ragioni pragmatiche, e poi rendersi conto che forse quella scelta poi tanto giusta non era? Ecco.

Personalmente, non dimenticherò quando mi iscrissi a Giurisprudenza. Sì, scelsi di studiare legge perché sapevo che avrei trovato professori blasonati da cui apprendere, una serie di sbocchi lavorativi sia nel pubblico che nel privato, ma soprattutto, specie ai primi anni, avrei continuato in un certo modo a studiare il latino.

Per me che avevo frequentato il liceo scientifico/classico, così detto perché tutto avevamo studiato bene e approfondito tranne che la matematica, quella scelta era la cosa migliore. E poi i miei erano contenti perché un avvocato in famiglia può sempre servire.

Le materie del primo anno le seguivo tutte, ogni giorno. Poi un giorno di fine aprile, quello del mio compleanno, stanco di leggere e non capire, avvilito di non riuscire a collegare le cose, a ricordare le leggi e a mettere la giacca alle lezioni decisi che era tempo di cambiare, era tempo di fare quello che avevo sempre voluto.

Non avevo avuto il coraggio prima di tutto di dirlo a me stesso e poi ai miei genitori, ma anche agli amici o a chi mi avrebbe domandato. A studiare il diritto però mi sentivo inadeguato e frustrato per cui non potevo continuare in quel modo. Avrei perso tempo e avrei fatto spendere soldi inutili ai miei genitori.

All’addetto della segreteria che mi chiese dove avrei voluto trasferirmi risposi ad alta voce, come se fosse un gesto liberatorio, che sarei andato a Lettere Moderne. Volevo studiare la letteratura, la storia, gli autori e le loro opere, approfondire, interpretare e scrivere. Così ho fatto e alla fine mi sono laureato.

Perché racconto tutto questo? Perché scegliere il percorso giusto può richiedere tempo, e anche qualche “inciampo”.

I consigli 

Quindi alla fine della storia ecco alcuni consigli per chi deve scegliere:

– L’Università migliore è quella che ti piace. Non permettere a nessuno di scegliere al tuo posto.

– Il percorso di studi universitari non è semplice, per cui immagina di fare qualcosa che non ti piace per diversi anni solo se sei masochista.

– Non scegliere l’Università solo in base agli sbocchi lavorativi, perché è come “fare i conti senza l’oste”. Ascoltare le tue passioni è importante.

– Se sei indeciso tra un paio di facoltà fatti un giro tra le aule e chiedi ai ragazzi che già le frequentano. Scoprirai tante cose che ti possono aiutare nella scelta.

Iscriviti a Linkedin e studia i profili di tanti professionisti che trovi. In questo modo potrai capire il percorso di studi fatto per arrivare a svolgere un determinato lavoro.

I dati

Se vuoi orientare la tua scelta in maniera oculata, dai un’occhiata ai dati di Unioncamere sulla Previsione dei Fabbisogni Occupazionali in Italia a medio termine (2018-2022). Nel quinquennio il fabbisogno di laureati da parte del sistema economico nazionale raggiungerà le 778 mila unità e sarà così suddiviso:

– Il fabbisogno di laureati del settore economico-sociale rappresenta il 25% dell’intero fabbisogno. Si dividono in questo modo: 151 mila del gruppo economico statistico e 40 mila di quello politico sociale.

– Il fabbisogno di laureati nell’area umanistica sarà pari a 185 mila unità, il 24% del totale. Nell’area umanistica sono compresi diversi gruppi disciplinari, come: scienze motorie, insegnamento, letterario, linguistico, psicologico.

– In terza posizione troviamo i laureati dell’area ingegneria-architettura che rappresentano il 18% del fabbisogno.

– L’area medico sanitaria, anche questa con una quota del 18% si stima avrà un fabbisogno di laureati di 137 mila unità.

– L’area scientifica rappresenta solo l’8% e comprende i laureati nel gruppo scientifico-matematico-fisico, chimico-farmaceutico e geo-biologico.

– Ultimo gruppo, con un fabbisogno del 7%, i laureati dell’area giuridica.

Quindi non è vero che i laureati non servono più e ancor meno che le lauree umanistiche sono inutili. Il futuro non sarà solo di chi conoscerà un linguaggio di programmazione o saprà sviluppare un’applicazione. Occorre studiare e specializzarsi per essere parte attiva del futuro, ma soprattutto indirizzare le scelte non su base locale, ma guardando il mondo che cambia. In bocca al lupo.

Francesco Uccello

Francesco Uccello

Francesco Uccello è un autore, un giornalista, un blogger napoletano.Hai ideato e scritto insieme con Ivan Cotroneo 11 puntate del programma tv “Chiedi a papà” andato in onda su RAI 3 e prodotto dalla Indigo Film.Ha creato nel 2011 il blog Mo te lo spiego a papà diventato un libro edito da TEA e una rubrica sul settimanale GIOIA e poi su Confidenze.Attualmente collabora con alcuni settimanali femminili e insegna a Napoli materie letterarie in una scuola secondaria di primo grado. Prima di tutto questo ha lavorato per 15 anni come educatore con ragazzi e adolescenti a rischio della città di Napoli. A settembre 2019 pubblicherà un romanzo di formazione dal titolo “Lo Scarabeo” per Ad est dell’Equatore.Ha 46 anni, due figli maschi di 12 e 10 anni, un pastore maremmano e un polpo per amico.

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