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Venezia 2018: storia del festival cinematografico più antico del mondo

di Gabriele Niola - 29 agosto 2018
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La Mostra del Cinema di Venezia è la più antica manifestazione cinematografica del mondo. È nata nel 1932 per volere del conte Volpi di Misurata, ministro delle finanze nel ventennio fascista: ancora oggi i premi per migliore attrice e migliore attore si chiamano “Coppa Volpi”. Il conte ebbe l’idea di dare vita a una rassegna di film inediti per allungare la stagione estiva del Lido fino a settembre, per accontentare le richieste di albergatori e ristoratori. La presenza di stampa, attori, registi e star avrebbe attirato pubblico, e quindi indotto.

La Mostra Del Cinema di Venezia, arrivata alla sua 75esima edizione, nasce già con una vocazione internazionale per merito della sua collocazione: Venezia è una città capace di attirare turismo da tutto il mondo e già negli anni prima della guerra la mostra ospitava personalità come Winston Churchill. Nel dopoguerra poi è partita la fase di espansione. Gli anni ‘50 sono stati per il cinema uno dei momenti più importanti e il Festival di Venezia ne è stato protagonista. La manifestazione ha contribuito a far conoscere al di fuori dei loro paesi d’origine cineasti come Akira Kurosawa, Carl Dreyer o Andrey Tarkovsky, che oggi consideriamo maestri, e a cementare il rapporto di Hollywood con l’Italia.

Fino al 1968 la Mostra è un punto di riferimento mondiale. In quell’anno però le proteste studentesche che colpiscono tutti i grandi festival si abbattono durissime anche su Venezia. Da quel momento la Mostra si terrà in versione rivista, attraversando moltissime difficoltà lungo tutti gli anni ‘70. A goderne è il rivale di sempre, il Festival di Cannes, che intanto aveva scoperto i nuovi maestri americani: Scorsese, Coppola, Spielberg, Lucas.

Con fatica, dagli anni ‘80, Venezia comincerà un lungo percorso di rinascita che passa attraverso le contestate edizioni del critico e organizzatore di rassegne Gian Luigi Rondi (capace però di aprire per la prima volta alla Cina) e poi quelle di Gillo Pontecorvo (uno dei pochi registi ad aver diretto la mostra, che tuttavia fece il terribile errore di chiudere la porta in faccia a Clint Eastwood e al suo Gli Spietati), fino agli anni più recenti con direttori cosmopoliti che non potendo attirare i più grandi in assoluto, vista la concorrenza francese, hanno scoperto alcuni dei cineasti più importanti dei nuovi territori asiatici come Takeshi Kitano o Zhang Yimou.

Gli ultimi anni hanno definitivamente sancito la rinascita. Alcuni fra i film che hanno ottenuto riconoscimenti di primo piano durante la notte degli Oscar (da Gravity a La Forma dell’Acqua, passando per Birdman, Il Caso Spotlight e La La Land) sono stati presentati prima a Venezia, cementando l’idea che dal Lido parta la corsa al premio più importante del mondo.

Gabriele Niola

Gabriele Niola

Giornalista, critico cinematografico e videoludico freelance. Ha iniziato a scrivere negli anni dei blog per poi diventare giornalista. Ha collaborato con alcune testate cartacee (Il Secolo XIX, La Repubblica, Il Mondo, Affari & Finanza, La Gazzetta Dello Sport) ma soprattutto con le migliori testate online di cinema e non. È stato per circa dieci anni critico di MyMovies.it e, attualmente, è critico di BadTaste.it e scrive su Wired Italia (cartaceo e online) e da qualche tempo su GQ. Da due anni è corrispondente dall’Italia per Screen International e autore della trasmissione televisiva Splendor.

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