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Welfare Aziendale: dalla salute all’istruzione, ecco perché fa bene al Paese

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Welfare Aziendale: dalla salute all’istruzione, ecco perché fa bene al Paese

2 Aprile 2019
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Il welfare aziendale è l’insieme delle iniziative che le imprese possono adottare per migliorare la qualità della vita dei dipendenti e delle loro famiglie. Queste misure possono generare effetti positivi anche sull’intera comunità di riferimento, sull’impresa stessa, sull’intero Paese. Come? Prima di tutto, bisogna pensare che il welfare aziendale non è “solo” un elenco di benefit che le imprese erogano ai dipendenti. È qualcosa di molto più ampio, un vero e proprio sistema che può coprire una grande varietà di bisogni: previdenza integrativa, servizi per la salute, assistenza per i figli e per gli anziani, conciliazione vita-lavoro, ad esempio. O ancora: formazione professionale ed extraprofessionale, sostegno per l’istruzione dei figli, integrazione dei soggetti deboli e degli immigrati e altro ancora. Insomma, un buon welfare aziendale può avere un ruolo ampio e attivo su diverse aree, portando un impatto positivo per tutti.

Com’è la situazione in Italia?

In Italia l’impegno da parte delle aziende continua a farsi sempre più forte. Secondo il Rapporto 2019 – Welfare Index PMI – promosso da Generali Italia con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane – dal 2016 le imprese hanno incrementato le iniziative di welfare sia per quanto riguarda la qualità che la quantità. Welfare Index PMI ha intervistato 4561 imprese, incentrando l’indagine su queste dodici aree:

I dati mostrano un quadro positivo e decisamente in crescita. Le imprese che portano avanti iniziative in almeno quattro delle aree indicate sono raddoppiate rispetto al 2016: oggi sono il 45,9%. Le imprese molto attive, cioè con iniziative in almeno sei aree, sono addirittura quasi triplicate: nel 2016 erano il 7,2% del totale, oggi sono il 19,6%. Sono segnali importanti, che raccontano prima di tutto una maggiore consapevolezza degli attori coinvolti sull’importanza di attuare un buon piano di welfare.

Come il welfare aziendale incide sulla vita quotidiana

Welfare Index PMI ha anche premiato le aziende che si sono distinte per le loro attività. Quest’anno le imprese che hanno ottenuto le 5 W, ovvero il punteggio più alto assegnato dall’Osservatorio, sono ben 68: più del triplo rispetto al 2017.

Qualche esempio? Agrimad, azienda che opera nell’agricoltura, ha attivato dei corsi di formazione per i dipendenti e per i loro figli. In questo modo trasferisce e preserva competenze preziose, e allo stesso tempo dà delle prospettive ai giovani del territorio.

O ancora, Europea Microfusioni Aerospaziali – fonderia di alta precisione – ha creato una rete di circa quindici imprese sul territorio, nella provincia di Avellino. Questa rete non solo favorisce la cooperazione in ottica di business, ma aggrega ed estende anche servizi di welfare come l’asilo nido e la mensa condivisa. Recentemente è stata istituita anche una borsa di studio che premierà quaranta figli di dipendenti.

Illumia ha attivato dei servizi che aiutano i dipendenti a risparmiare il tempo. Questi hanno a disposizione una lavanderia aziendale e un portale per la spesa online. A tutto questo si aggiunge una fitta rete di convenzioni per la sanità, lo sport, la cultura e molto altro ancora. Inoltre l’azienda mette a disposizione delle biciclette elettriche che i dipendenti possono usare in maniera gratuita.

Mazzucchelli 1849, azienda leader mondiale nella produzione dell’Acetato di Cellulosa, ha costituito un Poliambulatorio per i dipendenti, le famiglie e i pensionati. Nella struttura sono presenti reparti di cardiologia, ginecologia e altri ancora. Negli anni l’azienda ha anche contribuito alla costruzione di una rete stradale, di scuole e di un centro di formazione professionale.

Studio Sila Tommaso – che si occupa di consulenza sul lavoro, welfare aziendale e altro ancora – sta adottando un sistema collaborativo di rete che permette ai collaboratori di accrescere le loro competenze. Inoltre, permette ai dipendenti di poter lavorare in ogni luogo.

E ancora, Deangelis – azienda che produce ed esporta della crema spalmabile di nocciole biologiche – ha rafforzato flessibilità oraria e smarworking, danto particolare attenzione alle neo-mamme. Inoltre, riconosce una settimana di congedo parentale per i neo-papà.

Le storie di queste aziende sono tante, e tutte meritevoli di essere conosciute e raccontate. Questi servizi sono la dimostrazione di come il welfare aziendale possa davvero fare la differenza nelle comunità, e di come possa aiutare il Paese a crescere.

Win Win, ovvero: vincono tutti

Il welfare è insomma una di quelle situazioni in cui vincono tutte le parti coinvolte. In estrema sintesi:

– Gli imprenditori possono detassare i premi erogati in ambito welfare, migliorare il clima in azienda e quindi la produttività, attrarre nuovi talenti.

– I lavoratori ricevono servizi che innalzano la loro qualità della vita (e che, non essendo soggetti a tassazione, hanno un valore diverso rispetto a un premio in denaro).

– Le Istituzioni locali possono utilizzare al meglio eventuali infrastrutture, mettendole a disposizione per i servizi di welfare di cui può beneficiare la comunità.

– Lo Stato incentiva le aziende fiscalmente, e spende meno per il welfare. .

Le priorità per il paese

Secondo l’Osservatorio Welfare Index PMI 2019, il welfare aziendale può offrire un sostegno concreto al welfare italiano in particolare su tre aree: salute e assistenza; conciliazione vita e lavoro; giovani, formazione e sostegno alla mobilità sociale. È qui che le imprese possono fare davvero la differenza. Per quanto riguarda l’area della salute, ad esempio, i dati dicono che quasi la metà delle PMI ha già attivato delle iniziative in quest’ambito. Quasi il 60% delle imprese sono attive nella conciliazione famiglia-lavoro dando la possibilità, ad esempio, di poter lavorare in smart working.

Circa il 43% delle imprese è attiva nell’ambito di giovani e formazione, ma soprattutto questa è l’area su cui le aziende intervistate intendono investire di più nel prossimi anni.

Insomma, le imprese virtuose ci sono e sono sempre più reattive. E il Rapporto 2019 ribadisce una cosa fondamentale. Le iniziative di welfare aziendale, quelle davvero di valore, partono da un motore fondamentale: l’ascolto. È grazie all’ascolto dei bisogni delle persone che nascono progetti che possono davvero migliorare la vita.

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