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Società

Venezia: alla scoperta dei tesori nascosti del design

25 maggio 2018
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Il 26 maggio a Venezia si inaugura la Biennale dell’architettura. Contemporaneamente, la città si anima di eventi, mostre e iniziative legate al mondo delle arti figurative e del design. E proprio di design parliamo con Luca Nichetto, designer veneziano di fama internazionale che oggi si divide tra la sua città natale e Stoccolma.  

Dove vira oggi il design, quali sono gli ambiti più interessanti?

Negli ultimi dieci anni le sue frontiere si sono allargate. Se in passato il settore era legato principalmente alla manifattura – alla produzione di oggetti, mobili, illuminazione ad esempio –  oggi possiamo dire che sia ovunque. Fare design non significa più produrre oggetti esteticamente belli e funzionali, ma vuol dire “pensare” in modo diverso: immaginare un prodotto la cui intera filiera – dal concept, alla produzione, alla distribuzione, allo smaltimento – sia il più possibile eco friendly.

Venezia in quale ambito del design eccelle?

In passato c’era la lavorazione del vetro. Oggi non c’è un ambito di eccellenza, ma un orientamento che andrebbe potenziato: occorrerebbe recuperare il lavoro delle maestranze e valorizzare gli artigiani che fanno le maschere di carnevale ad esempio. Ma anche chi produce le forcole (scalmiera usata nella voga veneta ndr.) o chi fa tessuti secondo i metodi tradizionali.

Se si vuole capire che apporto ha dato il design alla città, dove bisogna andare?

La zona più vivace è indubbiamente Cannaregio: una quartiere culturalmente interessante fuori dai circuiti più turistici. Non ha però una tradizione legata al design. Per quello in città ci sono piuttosto negozi.

Quali?

Ne cito tre: Madera nel campo dei gioielli e degli accessori, Marina e Susanna Sent per quanto riguarda gli abiti e i gioielli in vetro di murano e per l’arredamento, Boselli che propone mobili particolarmente curati e innovativi.

Contemporaneamente alla Biennale a Venezia ci sarà anche DESIGN.VE / Biennial Design Walks Through Venic (23 maggio-17 giugno): di cosa si tratta?

DESIGN.VE è un festival collaterale giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Per tre settimane palazzi storici, chiostri, boutique e gallerie private ospiteranno designer, mostre collettive e installazioni dedicate a questo settore che negli ultimi anni sta subendo una vera e propria metamorfosi…

C’è un designer di respiro internazionale le cui opere saranno esposte nelle prossime settimane in città (e che non bisogna assolutamente perdere)?

Consiglio di non perdere l’evento di Palazzo Morosini che in occasione di DESIGN.VE propone la mostra Design After Darwin. Adapted to Adaptability con opere di professionisti diversi provenienti dal mondo dell’arte, dell’industria, dell’establishment e non solo.  

Design e innovazione sono due parole che vengono spesso associate. In che senso il design è una forma d’arte innovativa?

Non credo che il design sia una forma d’arte: l’arte per sua natura è libera di esprimersi a 360 gradi. Il design invece ha dei paletti costitutivi: prezzo, consumo, materiale, distribuzione, smaltimento, ad esempio. Questo non significa però che non possa innovare. E l’innovazione a mio avviso sta nel saper progettare in modo nuovo i prodotti. Nel pensare alla loro distribuzione anche in termini di impatto ambientale ad esempio: quanto costa in termini di emissione di co2 distribuire gli oggetti che si sono inventati? Anche questo oggi è design e lo sarà ancora di più in futuro.

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